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Historia nobis assemtietur
Intervista


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Cd cover

Artista/Gruppo:Absentia Lunae
Titolo: Intervista
Etichetta:
Sito: http://www.atmf.net/
Recensore:Loris Gualdi
Recensito il: 21/11/2009
Copyright: Loris Gualdi per Music on Tnt

Dopo qualche settimana dalla recensione di "Historia Nobis Assentietur" ecco a voi un'interessante ed approfondita intervista agli Absentia Lunae.

Ringraziamo ancora per la disponibilità la ATMF e la band



Ricordando il perché delle 7 domande…come scrissi “..una breve intervista di 7 domande..perchè sette sono le virtù, ma anche i vizi capitali e perché sette è il numero della completezza.”



A tutte le band amo chiedere lumi sulla genesi del nome…perché Absentia Lunae? Da cosa nasce la scelta del nome?

Ildanach) Solo percependo la realtà priva di condizionamenti esterni è possibile cogliere un anelito di eternità, l’impulso è stato volto a superare il senso estetico tipico di certi ambienti sub-culturali per mirare alla virile continuità dell’essere in contrapposizione al divenire, il nome del gruppo è memore di questa riflessione.

Perché la scena black italiana sembra soffrire di poca originalità e poca competitività nei confronti di quella europea? Quali sono i passi necessari?

Ildanach) Potevo convenire con te sino a qualche anno fa quando la scena italiana scimmiottava quella scandinava senza alcuna forma di personalizzazione, coprendosi in alcuni casi di ridicolo, ma credo che le cose siano sostanzialmente cambiate in questi ultimi anni. Le realtà proposte da ATMF sono uno specchio di questo cambiamento, ma non sono le sole, possiamo parlare degli Aborym come prima realtà rivoluzionari in tal senso, va dato loro atto di aver scosso l’ambiente ed aperto sentieri che sino ad ora solo in parte sono stati sviluppati. Credo che a livello creativo nulla manchi a questa scena per contrastare la staticità di quelle estere, forse solo quella americana ultimamente ha dimostrato avventatezza e coraggio nel molestare la mediocrità collettiva. Se da una parte però apprezzo tale atteggiamento rispetto anche molto i gruppi della scena trentina/alto atesina nella loro incrollabile indifferenza al passare del tempo, ancorati ad un ambiente naturalistico prorompente e di vitale ispirazione.

Il mio alter ego grafico, è rimasto molto colpito dalla cover art, potete spiegarci la scelta di immagini, intenti e format?

Ildanach) La cruda veridicità delle immagini vuole rappresentare una brutale indifferenza verso le facezie delle vita terrena, delle rassegnate raccomandazioni dei tempi moderni. Volevamo rappresentare il volto più cruento, gelido e inospitale in funzione catartica ma solo per il fine del trapasso, per penetrare l’imperscrutabile indifferenza verso la sofferenza che tali rappresentano. L’uomo lasciato ai limite del concepibile, l’espressione più bestiale dell’indifferenza rispetto a scenari “post-umani” sono il tema dominante del nostro artwork, dopo la povere, la cenere e lo sgomento vi è l’aurora. E’ come se si vivesse un’odissea dell’anima nel funerale dell’ego, solo immagini così dirette hanno permesso di evocare il fantasma, superarlo e avanzare verso l’ignoto.

Ho notato che ancora non avete un vero e proprio sito web ma vi appoggiate a myspace. Avete in mente qualcosa di nuovo in merito? Quanto può essere utile per una band come gli Absentia lunae

Ildanach) sono esclusivamente strumenti, un sito è soggetto alla costante mutevolezza degli intenti o delle impressioni, non rappresentano di certo un aspetto chiave della vita degli Absentia Lunae.

Ascoltando Historia Nobis Assentietur sembra emergere la grande cura per i dettagli compositivi accompagnati da un’inusuale capacità realizzativi. Come nasce un brano degli Absentia lunae?

Climaxia) Non c'è un vero e proprio processo compositivo prestabilito...solitamente il tutto parte da un'idea che viene prima sviluppata e poi discussa assieme gli altri membri del gruppo ma di norma visto che oramai sono sette anni che suoniamo assieme il tutto è diventato fluido e naturale.
L'attenzione per i dettagli era quello che un po' mi ero prefissata con questo disco, che personalmente ha evoluto il mio modus operandi in tema di songwriting poi esteso a tutti gli aspetti che caratterizzano un disco come Historia, e lo ritengo un punto di svolta importante per il futuro degli Absentia Lunae. Avere una line up stabile e una situazione equilibrata fra le parti ha stravolto positivamente quelli che erano i vecchi meccanismi della band.

Quali sono le tematiche di cui vi occupate?

Ildanach) La domanda può lasciare spazio a vertiginosi approfondimenti ma per non risultare eccessivamente borioso posso dirti che da tematiche ancorate all’angoscia che accompagna il vuoto dei nostri tempi si alternano fasi di introspezione che aprono orizzonti di algida consapevolezza e una prospettiva violenta nella catarsi ma che volge all’infinito. Non siamo il tipico gruppo decadentista anche se le immagini cruente di corpi e strutture devastate dalla furia degli eventi farebbero propendere per una bieca a banale manifestazione d’odio. La litania apre i cancelli, cambia diametralmente la limitante lente discorsiva dell’uomo comune. L’ultimo album in particolare esprime la ricerca della metaforica Ultima Thule da parte dell’iniziato nel suo cammino di avvicinamento all’universo che soggiace al telo di apparenza che ci circonda.

Come è nato l’incontro con la ATMF records e che cosa significa per la band?

Ildanach) Io e Sphrenel siamo parte del movimento culturale e dell’organizzazione conosciuta in ambito musicale come Aeternitas Tenebrarum Music Foundation, credo che questo posso spiegare molto se non certo tutto, ma i dettagli fondamentali restano concettuali e ideologici, siamo vettori e energia in movimento, l’etichetta non può adempiere a queste funzioni ma può tenere desta la fiamma della reazione. Siamo i nemici del nostro tempo e per questo rappresentiamo concettualmente quello che concettualmente questa più abbonisce, individuo nell’identificazione, odio nella sua forma più pura e consapevole verso la molle e inconscia diversità, orgoglio indifferente e sete di vendetta….

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