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Artista/Gruppo:Absentia Lunae
Titolo: Historia nobis assemtietur
Etichetta: Atmf
Sito: http://www.atmf.net/
Recensore:Loris Gualdi
Recensito il: 27/09/2009
Copyright: Loris Gualdi per Music on Tnt

"All its happiness was in recognizing the unhappiness;
all its beauty in forbidding itself the appearance of the beauty"


Atmf rappresenta una delle più felici realtà italiane dedite al cupo mondo della musica imparentata con il black metal, riuscendo però a non fossilizzarsi all’interno di sviluppi classici, ma al contrario arrivando a dare spazio a proposte caratterizzate da diverse sfumature nereggianti. Atmf è semplicemente l’acronimo di Aeternitas Tenebrarum Music Foundation, la quale si propone di produrre e promuovere musica estrema, senza però, come si legge all’interno del label statement, dare spazio a quel tipico trend esistenzialista e nichilista seguita da molte band black metal.

Non ci resta che entrare nel caliginoso mondo delle tenebre eterne, partendo dal disco degli Absentia Lunae

cover


Dal nord est italico tornano gli Absentia Lunae con il loro ultimo lavoro, figlio del pathos crescente di “In Umbrarum imperii Gloria”, ma probabilmente più maturo dell’album targato 2006. Le sette tracce, attraverso note precise e coinvolgenti, raccontano tristezza, vacuità ed oscurità, per mezzo di partiture autentiche e sentite. Infatti, in “Historia Nobis Assentietur” l’impressione è che nulla sia lasciato al caso. Si percepisce una cura globale che, dal songwriting alla post produzione, porta con sé l’ardore compositivo della band triestina.

Ad aprire il disco ritroviamo un suono epocale, inquieto e ai limiti del proto gregoriano che, vestito di nero, si unisce armonicamente ad un gracchiante urlato distorto e finalizzato ad anticipare una sorta di turbante noise. L’introduzione di “Neuropa Calling” si assetta nell’ umida narrazione in passato remoto, definendo sin da subito la buona cura delle armonizzazioni filosofeggianti, contorno perfetto ad un black metal d’avanguardia tanto nobile quanto difficoltoso.

Il viaggio agli inferi prosegue con il blast beat di “Codemnation of Rationalism”, capace di riportarci all’interno di clichè black, funzionali all’attraversamento dell’Ade, tra tormenti musicali, cambi di tempo, rallentamenti e fluidità compositiva. Il lavoro a sei corde di Climaxia ci riporta ad un dark ambient del secondo Burzum, tra ridondanze limitate nel tempo e accelerazioni funzionali al narrato. Non mancano però influenze tese ad death tecnico, come accade in “There Are Chilling Signs of an Eternal Farewell”, in cui il buon lavoro alle pelli definisce un incontro tra tradizione sui generis e la sanguinaria rabbia compositiv,a che chiude il brano tra echi e riverberi.

L’ascolto piacevole ed impegnativo ci porta sulle tracce di “The Scream and its Enlightening Echo”, in cui l’ossessività sonica deflagra attraverso disomogenei passaggi di chitarra, capaci di tagliare le tormentate e nereggianti partiture. Il brano in questione rappresenta probabilmente il miglior episodio di “Historia nobis Assentietur”, grazie alla sua freddezza e alla sua assenza non solo di luce, ma anche di speranza, così occlusa dal buio da rimanere terrificata dal cantato di IIdanach, cos’ vario e mai banale nonostante finisca per assestarsi su tipici passaggi BM.

Il viaggio volge al ritorno, attraverso l’eterno morire di “The Timeless Call - Cruelly Does it Resound”, in cui l’impostazione lirico-medioevale ci trascina in una sorta di anticlimax dalle tonalità depressive, e “In the Sign of Aries, History Will Prove Us Right” otto minuti di ciclotimia sviluppata su due livelli differenti, capaci di unire violenta crudezza e opprimente ridondanza. Il brano viene sviluppato come una sorta di Suite, fornendo una cavernosa e ritualistica occlusione sonora, tra nebbia e disorientamento, mutando più volte durante il suo corso, come una sorta di infinito percorso senza uscita.

A chiudere la notte senza luce è “Hyperborean Sun Found”, in cui il gelido vento dell’est trascina con sé dolore e desolazione, tra solitudine e follia postbellica, sapiente rimando alla armonica cover art di un album maturo e per certi versi coraggioso.

1. Neuropa Calling 6.00
2. Condemnation of Rationalism 7.40
3. There Are Chilling Signs of an Eternal Farewell 8.43
4. The Scream and its Enlightening Echo 5.39
5. The Timeless Call - Cruelly Does it Resound ! 6.00
6. In the Sign of Aries, History Will Prove Us Right 8.06
7. Hyperborean Sun Found 4.20





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