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3ree


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Artista/Gruppo:Tanake
Titolo: 3ree
Etichetta: Embria record /Fratto9under the sky records
Sito: www.ebriarecords.com/
Codice: bronto009/fratto005/npz003
Recensore:Loris Gualdi
Recensito il: 16/12/2007
Copyright: Loris Gualdi per Music on Tnt

Se l’Embria record si presenta con la Fratto9under the sky records, sappiamo già di per certo che, ciò che andremo ad ascoltare, sarà qualcosa di molto impegnativo dal punto di vista musicale. Un prodotto che non sarà capito da molti. Questa difficoltà infatti, rimane forte prerogativa da sempre dello scomodo free jazz, dell’improvvisazione e del rumorismo. Solo chi riuscirà ad astrarsi dalla realtà e da quelle sonorità maggiori, che ci risultano armoniche solo perchè il nostro orecchio le riceve tali per abitudine all’ascolto, riuscirà a godersi il terzo disco di Tanake.

“3ree” ricalca l’impronta dei precedenti lavori, mostrandosi più maturo e meno accomodato rispetto all’esordio di “Tzu.zu.ku”. Questo ultimo lavoro fortunatamente è stato registrato in presa diretta; infatti mi trovo in accordo con chi sostiene l’inevitabilità della naturalezza d’incisione, essenzialmente l’unica modalità per riprodurre la reale improvvisazione. Forse esagero nel definire scomodi e inutili i brevi silenzi tra una track e l’altra, che sembrano quasi disturbare un flusso che forse, troverebbe una maggior forza nella sua continuità.

Il disco offre scampoli di armonia ridonadante e liminare al post rock come in “Could your brain be more reflective than a mirror?”, senza però mai dare spazio alla banalità, come si evince dagli spericolati titoli, che mescolano ironia e metaforico sarcasmo politico come “Unità sociale intesa come interesse della collettività alla manifestazione del peniero” oppure “ Boonaburra ( Figlio di una giovane anatra violentata da un topo d’acqua”.

Se le linee basso appaiono gli elementi preponderanti nel dettare la via, inevitabile non si può non sottolineare il lavoro jazzistico dei fiati, quello dell’ inquietante blobbing realizzato dalla am/fm waves e la responsabilità della patina noise che spesso appare nei brani.

Insomma un disco che per certi versi omaggia “()” dei Sigur Ros, per la sua veste grafica e per la non necessaria definizione di confini, ma che con l’alternative sound ha poco a che vedere. In questo caso siamo di fronte al coraggio musicale di buoni strumentisti, che forse hanno ben chiaro come “le idee ispirate dal coraggio sono come le pedine negli scacchi, possono essere mangiate ma anche dare avvio ad un gioco vincente”.

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