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OI! the resurection ep


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Artista/Gruppo:OI
Titolo: OI! the resurection ep
Etichetta:
Sito: http://www.klassekriminale.com/#
Recensore:Loris Gualdi
Recensito il: 14/12/2007
Copyright: Loris Gualdi per Music on Tnt

Premessa

Qualche mese addietro, discutendo con gli amici, è emerso il fatto che molti tra i miei commensali non avessero la più pallida idea di che cosa fosse la musica OI!
Seguendo il consiglio di uno di essi, mi sono deciso a scrivere un articolo su questa tematica, cercando di sviluppare una micro storia, imponendomi pochissime righe, per poi corredarla con una recensione sui generis. Dopo aver consultato la mia lista dei dischi, l’attenzione si è posata su “Live/Vivo” dei Klasse Kriminale. Allora ho deciso di contattare la band per aiutarmi in questo mio articolo. Prontamente dopo pochi giorni, aprendo al casella postale ecco il materiale!


Micro-storia OI!

Reputo che considerare l’OI! come un sottogenere del punk, sia sbagliato e riduttivo, in quanto, è pur vero che ne è una deviazione, ma personalmente preferisco considerarlo come un nuovo sentiero, indipendente e non coincidente.
Questo movimento musicale porta con se, sin dagli albori di fine anni settanta, elementi socio-culturali e politici, che finiscono per palesarsi sia attraverso le liriche, sia attraverso l’elemento prettamente estetico. Dicendo questo, però, non voglio assolutamente cadere nell’errore che fece negli anni ottanta Gad Lerner, quando definì i punx quasi esclusivamente attraverso i loro badge o le loro creste.

Il movimento ha inizio con band come Sham 69 e Cock Sparrer, precursori del genere, a cui seguirono una seconda ondata, cavalcata da Exploited, a mio avviso più punkeggianti che OI!, The 4skins, Ungelic upstarts e i Cockney rejects, molto amati da una certa frangia di hooligans londinesi. Proprio a loro sembra dovuto il termine OI! Infatti pare che tra un brano e l’altro, durante le performance live, fossero soliti urlare “OI! OI! OI!” interiezione neologistaca del termine inglese “Hey!”.

L’ OI!, come il punk, è nato dalla semplicità sociale, dalla working class, dai valori politici che ancora oggi si cerca di percorre ed in questo si è da subito allontanato dal nichilismo auto distruttivo del NO future. L‘OI! Ha forse cercato in maniera più concreta di cambiare le regole, cercando di colpire la società, attraverso parole graffianti, ritmi grezzi e distorti, mentre il punk è poi degenerato, nonostante una filosofia di fondo, per poi subire una diaspora post 1984.

Perseguendo in questa comparazione, è inoltre da sottolineare l’iniziale destabilizzante connotazione politica, che stampa e opinione pubblica ha voluto affibbiare al movimento skin. Ancora oggi c’è chi sostiene l’errata equazione skin = nazi, senza essere a conoscenza di cosa voglia dire S.H.A.R.P.
Senza dubbio, esiste una frangia destrorsa, ma se ne trova anche una differente che, similmente a ciò che accadde ai punx italiani del Virus, non è da considerarsi politicamente orientata verso destra. Le motivazioni di questo pregiudizio sono differenti a mio avviso. Nel caso dei punk l’errore era dovuto all’utilizzo di svastiche come simboli estetici, estrapolandone però il reale significato, volendo così, solo provocare una società perbenista e ben pensante. Nel caso nella musicalità skinhead, il disguido concettuale è forse dovuto al fatto che l’opinione pubblica ha conosciuto ciò che la televisione e i telegiornali generalisti hanno voluto raccontare finendo per creare l’errata equazione.

La musica Oi! è comunque quasi sempre vissuta in una sorta di limbo dorato, senza vendersi alle pretese major, rimanendo fedele a se stesso, inglobando ritmiche in levare e in alcuni casi cadenze sincopate, per raccontare tra fred perry e boots la via di strada, abbracciando il mondo giovanile e falcidiando elementi di disturbo socio-culturale. A queste tematiche si aggiungono quelle della fratellanza, della vita Rude boys, ma anche del divertimento puro ed alcolico. Inoltre non si può non sottolineare il legame forte con il mondo del calcio, forse oggi un poco sopito, ben espresso da “Congratulazioni!” di Cass Pendant e “Chelsea Headhunter” di Chris Heanderson”.

Klasse kriminale

A chiosa di questo articolo ho scelto, come accennavo nella premessa, i Klasse Kriminale. Le motivazioni sono sostanzialmente due, la prima prettamente personale (mi garbano!), la seconda più professionale (reputo che siano una delle più rappresentative band OI! nostrane).

Questi (ex) ragazzotti, arrivano da Savona e dietro alle loro spalle hanno circa vent’anni di onorata carriera che, nonostante abbia subito molti cambiamenti di line up, ha comunque mantenuto credibilità grazie a Marco Balestrino, vero papà dei KK.

Grazie alla Klasse, questa volta ho la fortuna di recensire un vinile, 45 giri splittato con i The gonads.
Il fatto di avere sotto mano un disco mi riporta indietro di una quindicina di anni; infatti ormai, questa metodologia di produzione è diventata di nicchia e ahimè difficilmente ricevo vinili.
Osservo la copertina sulla quale si legge “Punk is back OI! OI! OI!, the godfather of streetpunk meet the italian Stallion”. Infatti mi accorgo che solo il lato A del disco è popolato da tracks dei Klasse Kriminale. La prima canzone non è di certo raffinata, ricorda le sensazioni tattili della carta vetro e narra l’excursus storico della band. Una piccola perla bonsai, che riesce in poche righe a raccontare 20 anni di carriera, accusando anche il punk, inteso nella sua accezione negativa e ghettizzante, utilizzando però ironicamente riff e sonorità tecnicamente punk77. La seconda canzone è invece narrata dalla bella voce di Emanuela, che con “Land of hope and glory” canta le parole del poeta OI! Garry Johnson, attraverso una sorta di ballata skin.

Il lato B, è invece dedicato ai The gonads, che offrono un tributo al bassista dei Sex Pistols, infatti “SVL”, titolo della track introduttiva, altro non è che l’acronimo di Sid Vicious Lives. Una brano urlato e grezzo che convince appieno, a differenza della version ska di “Gettin Pissed”, che avrebbe potuto essere ed invece rimane forzatamene legata ad una voce poco adatta al ritmo ska, ma più adeguata a sonorità violente.

Un disco che, per ovvietà di cose, risulta breve ma che al contempo mette l’acquilina in bocca, siamo solo all’antipasto…e di certo Music-on-tnt non chiudera qui il capitolo OI!


tracklist


KLASSE KRIMINALE (SIDE A)
1. Klasse Kriminale (7" Version)
2. Land Of Hope & Glory (7" Version)

THE GONADS (SIDE B)
1. SVL
2. Getting Pissed (Skanking Ska Version)


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