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The living past


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Artista/Gruppo:Piquet Jacks
Titolo: The living past
Etichetta:
Sito: www.piquedjacks.com
Recensore:Loris Gualdi
Recensito il: 24/10/2018
Copyright: Loris Gualdi per Music on Tnt

Nato in un casolare di campagna trasformato in studio di registrazione, The living past, nuova creatura dei Piquet Jacks, rappresenta un urlo silenzioso contro il mondo. Un urlo in cui aggressività pop rock mostra passaggi funk ben stabili. Ma facciamo un passo indietro per spiegare chi siano i Piquet Jacks: “Un gruppo di fratelli, cresciuti a Pistoia nei campi dietro casa”, che, spinti da volitiva sostanza, hanno deciso di viaggiare con il corpo e con la mente inseguendo i propri desideri e i propri sogni. Rimanendo ancorati ad essi, la band giunge oggi ad una svolta autobiografica, invitandoci a ragionare sulla natura e sui sentimenti.

Nascosto dietro ad una splendida cover art, il disco , prodotto da Dan Weller, sembra essere figlio d’oltreoceano, proprio come dimostra l’introduttiva Loner vs lover, in cui emerge la cristallina produzione che mi ha portato alla mente intuizioni Duran Duran.

L’album, piuttosto lontano dai miei gusti personali (faccio coming out), riesce a raccontarsi attraverso cambi direzionali e stilistici, figli del passato, mostrando un’ottima linea di basso in grado di guidare l’impeccabile vocalità di E-King, proprio come accade in Eternal rise of a Heartful Mind , probabilmente una tra le tracce più riuscite.



I colori delle emozioni, i suoni, i tratti calmieranti e la magnificenza narrativa finiscono per raccontare la vera anima della band, tra armonie e note in grado di abbracciarsi a idee chiare e lineari.

Il sentiero dei PJ viaggia poi attraverso non solo i sentori electro di Sublunary ma anche mediante la delicatezza espressiva di Being Hurt, riuscito crocevia posto tra silenzi descrittivi e voci che si incrociano in maniera impeccabile. Impeccabile come un album abile nel conquistare con ragionata accortezza (Mount Bonnell), ma al contempo in grado di destabilizzare …perché un’opera come questa non dovrebbe ricorre al crowdfounding, ma dovrebbe essere abbracciata da qualche major, ormai sempre più spesso cieche, ridondanti e a tratti imbarazzanti.

Tracklist

1. Loner VS Lover
2. P.A.I.N.T.
3. The Living Past
4. Eternal Ride of a Heartful Mind
5. Sublunary
6. Dusty Shelves
7. Being Hurt
8. Mount Bonnell
9. Don't Hope, Believe

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