Altre recensioni di questo artista/gruppo:
Abbado dirige Mahler: Sesta Sinfonia


Sei in - Home - Classica

Copertina del CD

Artista/Gruppo:Mahler Gustav
Titolo: Abbado dirige Mahler: Sesta Sinfonia
Etichetta: DG
Sito: www.universalclassics.com
Codice: CD-002894775573 SACD-002894775684
Recensore:Maurizio Di Marino
Recensito il: 01/01/2007
Copyright: Maurizio Di Marino per Music on Tnt

La Sesta sinfonia di Gustav Mahler (Kaliste, Boemia, 1860 - Vienna, 1911) essendo articolata in quattro movimenti e priva com’è di canto viene spesso segnalata come quella più classica - come struttura - del ciclo sinfonico del compositore boemo; vista da vicino essa si rivela una delle più ardite per la sua ricerca di innovazione. I rimandi alla sinfonia dell’Ottocento sono evidenti solo nel primo movimento laddove troviamo esposizione, sviluppo e conclusione del tema ma anche in questo Allegro energico, ma non troppo le scelte orchestrali di Mahler - la celesta e una possente sezione percussiva su cui dominano i campanacci - testimoniano il suo desiderio di andare avanti - senza dimenticare la tradizione - ma comunque avanti.
Come noto questa sinfonia è detta la Tragica e insieme alla Quinta e alla Settima fa parte del gruppo di opere autobiografiche di Mahler e non c’è dubbio che di questo terzetto di composizioni sia quella dove tale elemento domina maggiormente coinvolgendo l’ascoltatore rendendolo partecipe dell’animo cupo del compositore: è questo carattere che fa sì che a proposito della Sesta si parli di espressionismo.
Quanto all’Andante moderato e allo Scherzo si è qui seguito l’ordine d’esecuzione scelto dallo stesso compositore quando diresse la prima dell’opera nel 1906 in quel di Essen. La scelta - spesso discussa perché la prima edizione a stampa della Sesta proponeva lo Scherzo come secondo movimento - ha senso di certo sotto il piano emotivo perché lasciati irrisolti i tumulti del primo movimento l’Andante con la sua bellissima melodia - tra le migliori pagine per archi scritte da Mahler - concede una speranza che la Tragedia possa essere evitata e questa sensazione - ma con accenti più bucolici - è poi rinnovata dal seguente Scherzo.
Questa varietà d’intenti sfocia prepotentemente nel Finale. Allegro moderato - Allegro energico che - non solo per i circa, a seconda delle interpretazioni, trenta minuti - si afferma come una delle pagine sinfoniche più complesse di un autore già normalmente debordante quale Mahler. All’inizio del Finale riemergono i tumulti del primo movimento e la musica sembra descrivere una lotta ancora incerta tra la vita e l’incombenza della morte. Questo conflitto prende corpo grazie a un uso travolgente della massa orchestrale ma il tripudio di emozioni lascia fine spazio a una cupezza che rende l’ascoltatore partecipe della sofferenza di un autore che sente la morte vicina.
Questa nuova edizione della Sesta è particolarmente interessante perché - se è vero che Abbado, uno degli interpreti mahleriani più importanti del nostro tempo - l’aveva già affrontata e registrata con l’Orchestra Sinfonica di Chicago a fine anni ‘70 e poi negli anni ‘90 con gli stessi Berliner quando era il loro Direttore Musicale è ancor più vero che la sua lettura della sinfonia Tragica è molto interessante oggi - le registrazioni sono del giugno 2004 - dopo che il Maestro Abbado si è trovato per ragioni di salute a vivere battaglie tra vita e morte. Il disco - registrato dal vivo con perizia magistrale dalla Deutsche Grammophon - mostra assoluta unità d’intenti tra il Maestro e la sua vecchia orchestra; certo i Berliner non sono più l’orchestra dalle inconfondibili sonorità possenti di una volta - il loro suono è molto più fisico nella registrazione del 1975 con Karajan - ma la capacità di Abbado di tenere serrate le fila del discorso mahleriano - capacità rara e spesso ritenuta superflua dagli appassionati di Mahler ma forse utile a chi si avvicina al mondo di questo compositore - e l’assoluta energia che vivifica la forza drammatica del Finale rendono questo disco una delle incisioni essenziali della Sesta, la Tragica, di Mahler.
Il disco - reperibile a pari prezzo sia come CD che come SACD - è stato eletto registrazione dell’anno dalla prestigiosa rivista inglese Gramophone, una decisione poco originale ma incontestabile vista la qualità dell’interpretazione e della resa discografica: le esplosioni percussive del finale vi daranno il batticuore e metteranno alla prova il vostro HI-Fi.

Questo articolo è stato letto 4627 volte.