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Il bastardo


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Artista/Gruppo:Simone Piva e i viola velluto
Titolo: Il bastardo
Etichetta: Music Force e Toks Records
Sito: www.musicforce.it
Recensore:Loris Gualdi
Recensito il: 18/10/2017
Copyright: Loris Gualdi per Music on Tnt

Vi piace Vasco Rossi? Allora proseguite…perché il sound di Simone Piva e i Viola Velluto appare figlio (il)legittimo di quel rock italiano che ha vissuto la sua age d’or agli inizi degli anni 90, in un'Italia in cui il Vasco di Zocca era di certo tra i più imponenti rappresentanti.



I brani proposti in questo breve Il bastardo,promosso dalla Music Force e Toks Records, nonostante le premesse non si fermano all'atteso, infatti, già nell’introduttiva titletrack, e in modalità più marcata nell’ironica Hey Frank, il suono proposto giunge a lambire i Litfiba “seconda repubblica”, andandosi a fondere con striature western, qui poste tra trombe messicane e chitarre acustiche.
Le armonie, pronte a introdurci nel te
rroir cantautorale, ci invitano (con facilità) verso le toniche dell’ammaliante Hello madame. La traccia dal ritmo in levare offre, infatti, uno sguardo posto su di una piacevole e riuscita libertà espressiva, la cui resa trova la giusta quadratura grazie ai fiati di Federico Mansutti e al folk ammiccante di Quando saremo giovani, (presumibilmente) annoverabile tra i migliori episodi del lp. La composizione, pur caratterizzata da un songwriting semplice e a tratti perfettibile, finisce per conquistare attraverso sistemi estetici, qui posti tra il mondo di Omar Pedrini (proprio come accade in Nord Est) e quello di Max Pezzali.

Dovendo però muovere una critica, spero non fine a se stessa, sento di dover palesare una sensazione di fondo che mi ha portato a pensare ad una mancanza di reale identità artistica. Una personalità comunque forte che, però, sembra volersi celare dietro ai diversificati approcci che l'artista udinese propone all'interno della sua set list.

Nonostante tutto però, il disco offre un buon ventaglio di emozioni osservative, proprio come dimostrano Far west e Noi, atti conclusivi in cui la tradizione si mescola ad un folk-rock nordico che a mio modesto parere dovrebbe essere l'unico sentiero da perseguire (...magari epurandolo da gli invasivi e scarsamente funzionali “ lalla lalla lalla”).


Tracklist:
Il bastardo
Hey Frank
Hello Madame
Quando saremo giovani
Nord Est
Far West
Noi feat. Giò

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