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Gizmodrome


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Cd Cover

Artista/Gruppo:Gizmodrome
Titolo: Gizmodrome
Etichetta: earMUSIC
Sito: www.gizmodrome.net
Codice: B074GGTMT1
Recensore:Pier Luigi Zanzi
Recensito il: 20/09/2017
Copyright: Pier Luigi Zanzi per Music on Tnt



Parlare di un lavoro del genere è qualcosa che già di suo fa un po' sorridere, perché la sua genesi ed il suo stesso esistere sono frutto della voglia di suonare e divertirsi, tra grandi che spontaneamente mettono assieme musica in studio e tirano fuori un album dal gioco. Quindi c'è poco da fare gli analisti, basta un primo ascolto appena iniziato e l'aria che tira si capisce.

Stewart Copeland - batteria.
Mark King - basso.
Adrian Belew - chitarra
Vittorio Cosma - tastiere.

...

A sentir nominare questi quattro il minimo che viene da dire è supergruppo, fuoriclasse, vecchi leoni... Tutte robe insidiose, perché poi qualcuno si aspetta il capolavoro o chissà cos'altro. Qui di inventiva in senso puro ce n'è poca: non cercate qui composizioni articolate, sincopi devastanti, strappi e riprese al fulmicotone. Qui si suona per il gusto di farlo, c'è il suono pulito di chi sa davvero suonare e produrre.

Difficile che qualcuno troverà indimenticabile questo lavoro, ma in fondo chi se ne importa, perché a inseguire l'imperdibile si resta con mica tantissima musica, eh? Godendosi invece la scorrevolezza pop-rock di brani molto gradevoli ci si diverte anche da ascoltatori e si sta in linea con lo spirito evidente dei suonatori, e alla fine questo è uno dei modi più efficaci per tirar fuori il massimo da un ascolto.

Quindi via, a giocare anche coi rimandi e i riferimenti... a cominciare da Zombies in the Mall dove c'è Zappa negli accostamenti strambi e nelle voci, o proseguendo con Stay Ready in cui arriva un po' di Who, o con Man in the Mountain in cui, più che altrove, Stewart Copeland sembra ricordare... quello, sì, ... com'era quella canzone... Don't box me in! Ecco, Stan Ridgway! Ah, la canzone era di... di quello, dài, ... ah, Stewart Copeland. C'è Summer's Coming in cui arriva la voce straordinariamente anni ottanta di Mark King in un ritornello che apre armonie e riverberi suggestivi grazie anche agli effetti differenti sulle due voci che qui, veramente, fanno percepire cosa significhi produzione... E poi arriva il pollicione del suddetto King che in quegli anni ottanta ha fatto i botti e che qui si scatena in Spin This, che infatti fa tornare alla memoria la mai completamente sparita Hot Water... E ti sembra che a volte lo facciano proprio apposta, quando ad esempio ti cantano I know too much in un ritornello che ha ritmica e atmosfera a portarti da Dave Matthews in... Too much. Poi c'è Elio in italo-inglese con gli altri (ed immaginiamo altre risate in studio)...

Sì, si potrebbe andare avanti, ma l'andazzo è chiaro e non ci va di dirvi tutto tutto. Questi suonano per divertimento, non sono preoccupati di tirar fuori il singolo, non c'è all'opposto il progetto cripto-jazz né la pensata intellettuale... E va bene così, è uno di quei casi in cui esce una parola che di solito pare vecchia e lo è pure qui ma ok, diciamola: Vivaddio! Musica, che piaccia o no, perché tanto i quattro giocherelloni hanno tutta l'aria di chi vorrà pure rifarlo, contento di ritrovarsi. E ne saremo contenti pure noi.

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