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Progressiva Desolazione Urbana


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Artista/Gruppo:Disequazione
Titolo: Progressiva Desolazione Urbana
Etichetta: Andromeda Relix
Sito: www.andromedarelix.com
Codice: and049
Recensore:Loris Gualdi
Recensito il: 15/01/2017
Copyright: Loris Gualdi per Music on Tnt

Sono state uno dei miei tanti incubi scientifici, e oggi le ritrovo in forma differente. Non più forzate relazioni di disuguaglianza tra incognite, ma anime vestite di note che piaceranno di certo a chi ha vissuto con Camel e King Crimson. Questo nuovo Progressiva desolazione urbana, nato dall'incontro tra Giorgio Radi e Vinicio Marcelli, si pone tra i venti del capoluogo giuliano tornando a far parlare di prog attraverso realizzazioni datate, ma inedite, che nascono in un tempo diverso per vivere solo oggi.

Infatti le cinque tracce dell’ensemble riescono a legare il passato alla nostra quotidianità, attraverso un sottilissimo fil rouge, ideale per portare gli amanti del genere verso un viaggio a ritroso.


Riverberi, animosità progressiva e spiriti seventies. Inizia così Inutile, incipit coerente e ben arrangiato. Un tracciato in cui la linea di cantato tipicamente legata al suo genere di appartenenza, riesce, con naturalezza, ad appoggiarsi a mutamenti diversificati. Tra Wah wah e osservativa narratività prog, ci si ritrova pronti ad aprire Il vaso di Pandora, di certo tra le migliori composizioni di questo il nuovo full leght, posto sotto l'egida della Andromeda Relix.





Spiriti nordici, prog urbano e tasti classicheggianti si mostrano, assieme alla magnifica profondità della bass line, come venature dorate di un tracciato evocativo, allineato al passo musicale de Nel giardino del piccolo Gik, docile definizione di un progressive italiano in piena salute, in cui passaggi inquieti e claustrofobici raccontano di un viaggio dagli spigoli vocali arricchiti da citazioni Floydiane . A questo si aggiunge poi un credibile lavoro di songwriting, che ritroviamo ai margini della titletrack, lunga e straordinaria suite di 18 minuti, in grado di donare alla band un limpido stagno in cui specchiarsi.

Un viaggio sonoro che ci immerge nel mondo di Peter Bardens, per destabilizzarci prima e ricomporsi poi.
Insomma, un disco che non vuole certo sorprendere o inseguire originalità, ma intende (riuscendoci) a dare alito vitale al progressive anni ’80.



1 Inutile
2 Il Vaso di Pandora
3 E' Giorno Ormai
4 Nel Giardino Del Piccolo Gik
5 Progressiva Desolazione Urbana Parte 1
Progressiva Desolazione Urbana Parte 2
Progressiva Desolazione Urbana Parte 3

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