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Songs from my immaginary Youth


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Artista/Gruppo:Are you real?
Titolo: Songs from my immaginary Youth
Etichetta: Dischi Soviet Studio / Sisma / Audioglobe
Sito: www.dischisovietstudio.it/
Recensore:Loris Gualdi
Recensito il: 13/01/2017
Copyright: Loris Gualdi per Music on Tnt

Air?, Acronimo di Are you real?, rappresenta il nuovo e (lo dico subito) convincente progetto di Andrea Liuzza, musicista veneziano dedito e propenso a percorsi poetici da ammirare e vivere attraverso una miscela che trova le proprie basi nel verismo narrativo, qui pronto a trovare la giusta colonna sonora tra note prive di un habitat ben delineato.


Suadente sin dal primo ascolto, il pseudo debutto di Air? ha inizio con le note avvolgenti di Song for a stranger piacevole veste indie in cui l'utilizzo minimale del drum set offre un giusto pattern e rimandi in Michael Stipe, qui animato da filtri e cambi direttivi pronti ad utilizzare ridondanze e richiami underground. L'incipit, però, in realtà rappresenta la punta di un iceberg ben congeniato, in cui rimandi e citazioni (We are the wild things) accolgono striature vintage e ardimenti sonori, pronti a correre verso l'osservativa e gentile Run, su cui si posano le sonorità alternative non troppo discoste dalla semplicità popular.

Sonorità che si fanno intimidite con la dolcezza espressiva di Behind your eyeslips, in cui lievi striature Sufjan Stevens anticipano i battiti distorti dell'ottima Shaman Punk. Proprio dall'incessante battito, ripartono spiriti esplorativi, che conducono l’incedere punk verso sonorità “shamanatiche”, in cui il lisergico e visionario finale strumentale ridefinisce l'incontro narrativo di un viaggio pronto ad esplorare paesaggi dai cromatismi pittorici.

Se poi con There was a man si incontra una marcata impronta Simon and Garfunkel, con I Kiss Alice si ritorna a sensazione alternative d'oltreoceano, in cui la voce sussurrata e gentile gioca sulle toniche di una chitarra da ascoltare ad occhi serrati.

Il disco intimista e narrativo trova infine la sua naturale chiusura in I don't wanna die young traccia dagli inserti prog, ideali per aprire a nuovi ( ma a tratti ingenui) scenari, posti su quello che l'autore autodefinisce una giovinezza immaginaria.

Insomma, un disco piacevole e riuscito in cui si ritrova qualcosa di cui parlare


1. Song For A Stranger
2. We Are The Wild Things
3. Run
4. Behind Your Eyelids
5. Shaman Punk
6. There Was A Man
7. The Great Unknown
8. I Kissed Alice
9. I Don't Wanna Die Young

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