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Live At Maximum Festival


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Artista/Gruppo:Yawning man
Titolo: Live At Maximum Festival
Etichetta: Go Down Records
Sito: www.godownrecords.com/
Recensore:Loris Gualdi
Recensito il: 03/06/2016
Copyright: Loris Gualdi per Music on Tnt

Torniamo sotto il palco del Maximum Festival con “l’altro lato” di Mario Lalli, padre putativo del desert rock. Infatti dopo la nostra recensione sul Fatso Jetson, ci ritroviamo ad ascoltare le note vivide e reali di un evento lontano ormai tre anni, completando così le sensazioni e le vibrazioni di un mondo volto alla realtà Go down Records. LP, distribuito in nero vinile, ci introduce, ancora una volta nel passato (remoto) dei Yawning Man, mastri sciamani di auree ipnotiche, diluite ed ispirate, poste su di un piano espressivo ricco di sfumature cripto-punk e psicho-jazz.

Geniale e anticonvenzionale, la band già portata alla nuova ribalta dello stoner rock grazie a Catamaran dai Kyuss, torna a fra parlare di sé mediante questa sporca session live, in cui sette tracce evocative fungono da chiusura espressiva all’intenzionalità split.



Ipnotici, dilatati ed avvolgenti, Gary Arce, Alfredo Hernandez e Mario Lalli sono i tre cuori pulsanti dei Yawning man, band che chiude gli scrigni infiammati del festival con suoni rapiti da una session live ricca di ispirazione. Uno straordinario e sognante dialogo tra palco e sotto palco, pronto a raccogliere le profonde note di Far of adventure e Stoney lonesome, note espressive trainate dai disegni emozionali di un itinerario non troppo lontano da tipico e modernista mondo post. Il viaggio, iniziato tra le (perfettibili e) psichedeliche tinte della cover art, ci conduce a rimandi polverosi, in cui gli umori sonori di Dark meet rendono la composizione deliziosamente spigolosa, pronta a virare verso l’anthem di Perpetual Oyster.
Sguardi sfocati ma accoglienti, definiscono poi l’andatura musicale del disco, in cui scarnificate pelli e distorsioni chitarristiche paiono pronte e raccontare di una silente linea strutturale, che si concretizza nei veloci movimenti di Ground swell, battente, inquieta e primitiva.

Un disco che pur portando con sé i limiti qualitativi della presa live, dona uno sguardo essenziale al power trio, ancora oggi deliziosamente narrativo e onirico.


Tracks:
1. Rock Formations
2. Far Off Adventure
3. Stoney Lonesome
4. Perpetual Oyster
5. Manolete
6. Ground Swell
7. Dark Meet

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