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Taking My Youth


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Artista/Gruppo:À l aube fluorescente
Titolo: Taking My Youth
Etichetta: OverDubRecordings
Sito: www.overdubrec.com/it/
Recensore:Loris Gualdi
Recensito il: 09/06/2015
Copyright: Loris Gualdi per Music on Tnt

Here is my long collection of unsuccesses or is it your wrong conception of what success it?

La Overdub Recordings si affaccia su di una nuova curiosa realtà musicale, definibile come sinergico intreccio tra sguardi passatisti di stampo grunge, esteso dream pop e rock alternativo, in cui le spezie melodiche si annodano ad un timbro vocale insolito. Una linea pronta a interessanti strutturazioni, che ritrovano negli arrangiamenti e nell’ottima produzione un sentiero sonoro ricco di striature pulsanti. Ad aprire il mondo degli Alaf è l’estensione sonora dell’opener, pronto a schiudere note inattese quanto l’impianto corale di Crave (no other gods). La traccia, vibrante e sognante al contempo, si allinea al curatissimo booklet, che, pur non sviluppando i testi in maniera attesa, raccoglie i passaggi di una narrazione pronta nel non fermarsi alle apparenze.



La band abruzzese mostra il suo animo pop-rock nel tentativo (riuscito solo in parte) di fortificare la propria vena alternativa, intuibile tra i passaggi in battere di Love liar e The kings of air castle, in cui l’arma vincente sembra essere legata alla pop art, qui straordinariamente avvolta da una concisa e calda bass line, abile nel dare profondità e stile anni’90.
Tra le migliori performance della band, annoveriamo (senza troppi dubbi) la magnifica Lizard, realizzata in featuring con Dayan El Zweig. Una stimolante linea ritmica che riesce a far incontrare intuizioni alt con auree vicine al mondo di Billy Corgan. La traccia, ottimamente bilanciata, offre un buon equilibrio espressivo, anche per merito del timbro graffiato, che dona alla struttura del brano una genuina luce emozionale.
Se poi con Gloom l’entusiasmo si placa, con il riff di basso in Brand new stupid words, si ritorna in linea grazie alla miglior prova vocale di Jacopo Santulli, che nonostante un groove facilitante, mostra buone estensioni espressive.

A chiudere questa nuova realese della ODR è infine Venetian green room, soffuso ed ammaliante orizzonte, posto tra aperture sonore e riverberi in grado di rappresentare l’andamento descrittivo di un disco da esplorare nelle sue sfumature più nascoste, tra giochi corali e impronte distorsive.

Tracklist

1 Wiser
2 Crave (No Other Gods)
3 Lover/Liar
4 Taking My Youth
5 The king of air castles
6 Lizard (feat. Dayan El Zweig)
7 Gloom
8 Brand New Stupid Words
9 Venetian Green Room

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