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Diamond in the firepit


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Artista/Gruppo:Brother Firetribe
Titolo: Diamond in the firepit
Etichetta: Spinefarm Records
Sito: http://spinefarmrecords.com/fin/
Recensore:Loris Gualdi
Recensito il: 30/04/2014
Copyright: Loris Gualdi per Music on Tnt

Eccoci catapultati in un classico rock di stampo melodico, il cui ritmo lineare ed easy, definisce la diretta entrata verso piacevoli armonizzazioni di immediato impatto. Dunque, se siete amanti del mondo edulcorato di Meat Loaf, Scorpions e Leverage, non potrete che avere un occhio di riguardo per questa nuova produzione Spinefarm Records.
La nuova release dei Brother Firetribe, infatti, estrae dagli anni ’90 veri e propri diamanti hard rock, fatti di battute semplici e subitanee, incastonate tra chorus (tanto convincenti quanto, talvolta, eccessivi) e efficaci interludi tastieristici.



La band finnica si presenta attraverso un esteticità pulita al servizio di classici guitar solo ( Far away from love) ed intrecci vintage ( For better or for worse), fondamenta calcolate di questa terza fatica: Diamond in the firepit.

L’album si compone attraverso una ragionata esplosione di positività ed energia ottimistica, calcolata nei confronti di un mondo dominato dal grigiore. Una curiosa apertura sonora che, attraverso i suoi intuiti armonici, sembra voler ridipingere le sfumature del loro narrato, attraverso ballad e sensazioni Victory.

Le tracce scorrono verso l’ascoltatore attraverso un buon tecnicismo che avrebbe fatto la felicità di molti glamkids degli anni ’80, proprio come dimostra la performance di Edge of Forever , che , con i suoi battiti sintetici e i suoi curiosi controcampi, si offre a riff direstraitiani al servizio di un retrò style, che torna vivo in Hanging by a thread. Se poi con Trails of tears ci ritroviamo immersi in valori deja ecù, è con Winner take sit all che ci si convince dell’arte espositiva della quintetto; un riuscito dialogo tra sezione ritmica e sei corde, in cui si interpone la voce pulita di Pekka Ansio Heino, bravo a gestire l’andamento variato dei cambi direzionali, qui abbracciati a bass solo e armonizzazioni corali.

Insomma…un disco che potrà dare interessanti spunti agli amanti del genere Aor, pronto a ripercorrere a ritroso un passato vitale e semplicemente melodic rock.


01. Intro
02. Love's Not Enough
03. Far Away From Love
04. For Better Or For Worse
05. Desperately
06. Edge Of Forever
07. Hanging By A Thread
08. Trail Of Tears
09. Winner Takes It All
10. Tired Of Dreaming
11. Reality Bites
12. Close To The Bone

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