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Cave-man


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Artista/Gruppo:Above the tree
Titolo: Cave-man
Etichetta: Locomotiv records/Bloody sound Fucktory
Sito: www.abovethetree.it
Codice: lcmrc 007
Recensore:Loris Gualdi
Recensito il: 06/03/2014
Copyright: Loris Gualdi per Music on Tnt

Artista poliedrico e vitale, deliziosamente incapace di gestire l’ immobilismo artistico.
Tutto questo porta il nome di Marco Bernacchia, in arte Above the Tree, che torna sulle pagine di Music on Tnt, questa volta accompagnato da Drum Ensemble Du Beat, intrigante duo percussivo dietro il quale si celano i tribalismi espressivi di Edoardo Grisogani ed Enrico “Mao” Bocchini.

L’album, edito dalla sempre più attiva Locomotive Records, sembra volerci avvicinare all’arte adattiva del D.I.Y., grazie alla compartecipazione produttiva della Bloody Sound Fucktory, etichetta indipendente attratta, per istinto ed affinità elettiva, dalla sottocultura rock e dai suoi aspetti borderline.
Proprio l’istintività sperimentale e la filosofia del Did It Yourself appaiono in perfetta sintonia con i margini evocativi che questo nuovissimo Cave men, album che arriva ad offrire, attraverso la sua evoluzione derivativa, uno step successivo rispetto al precedente Wild, superato in forma creativa e concretezza. La nuova opera appare infatti abbracciata ad inaspettate spezie tribal-dance e post rock, a cui si affiancano sonorità tropicali e tracciati fortemente onirici.



L’aurea lisergica, ben definita dall’art work, ci invita, attraverso sentieri dilatati da intuizioni altronico-tradizionali, ad avvicinarci a forme contratte di psichedelia, inducendo l’ascoltatore a calarsi in un classico Stand & Relax, in cui le caliginose sensazioni cripto emozionali vengono instradate dall’incipit Aborigenal Dream, il cui look pinkfloydiano infonde un marcato condizionamento emotivo, combinando ridondanze chitarristiche e spunti post rock, tra rumorismo nuvolare e desertiche funzioni sonore.

Spesso, le note sembrano volersi avvicinare a sonorità ricercate, attraverso manovre di aperture, che paiono consentire all’ascoltatore un vissuto di angoscia espressiva, animata tra sonorità Carpenter, clapping hand e genuina arte visionaria. Se poi con Down-wind song ci si ritrova in un fertile territorio If these trees Could talk, l’abilità sonora degli artisti si palesa con intensità nella tribalità di Berbers in action e nel coraggio espressivo di End of era, in cui percussioni ed accordi slanciati sembrano portare con sé una sorta di ispirazione goth , tanto onirico quanto nereggiante, atto di chiusura di un epoca raccontata in questa sorta di cripto concept.

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