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Artista/Gruppo:Acid brains + Eugene
Titolo: Eugene “Dior DNA” & Acidbrains“
Etichetta: UDU records
Sito: www.fanzine.net/
Recensore:Loris Gualdi
Recensito il: 11/02/2007
Copyright: Loris Gualdi per Music on Tnt

U.d.u Ululati Dall’underground Records

“La battaglia che da diversi anni abbiamo intrapreso è assai ostica, dato che ci prefiggiamo di : promuovere, attivare, divulgare, sfatare, supportare, valorizzare, fornire”. Così si legge sul sito www.fanzine.net, casa madre della U.d.U, acronimo di Ululati Dall’underground Records, label fiorentina con la quale Music-on.tnt inizia oggi una nuova collaborazione.
L’etichetta, patrocinata da Giancarlo Passarella promuove artisti nostrani, utilizzando una distribuzione che si allontana dalle classiche arterie, sviluppando nuovi canali come quello web senza però tralasciare la vendita diretta nelle live-location.

Il nostra nuova sostegno alla U.D.U. Records viene battezzata con 2 prodotti appena dati alle stampe: Eugene con “Dior DNA” e Acid Brains con “Far away”.

Eugene
“Dior DNA”
cod: wmwdtga027

web site: www.e-ugene.com

Forte del trionfo al Festival ritmi globali europei 2005, Eugene, tastierista degli Innuendo, propone con il suo lavoro un sostanzioso single, con quattro tracce dal sapore 80th, pensato sostanzialmente di sonorità electro-pop, riadattate ad oggi con l’utilizzo delle sensazioni di ieri. La produzione curata dallo stesso artista in cooperazione con Garbo, offre l’introduttiva titletrack in una doppia versione, come spesso accade oggi nella pubblicazione dei single. “Dior dna” vive su una linea retrò organizzata su sensazioni sintetiche, che si impreziosiscono di drum machine e il sample di “Ma cross-opening theme” scritta da Kentaro Haneda . I toni si ammorbidiscono nell’overture di “The moon is bigger than the sun”, in cui Eugene ricorda a tratti il primo Renga. La canzone prosegue su un ridondante ritmo più convincente rispetto al canzone portante del singolo, probabilmente grazie alla batteria di Armando Croce, che riesce a dare una cadenza convincente al ritmo sviluppato. Il disco si chiude con la breve ed onirica “Italian Vhf Sunset”, piccola lucente sperimentazione soft-space in cui la chiusura viene data dalla femminile voce, che nell’Oewelliano 1984, annunciava la fine delle trasmissioni su Radio 1 Rai.

Tracklist

Dior DNA (radio edit)
Dior DNA
The Moon is bigger than the Earth
Italian VHF Sunset

Acid Brains
“Far away”
cod: wmwdtga011

web site: www.acidbrains.com


Cambiamo nettamente direzione con gli Acid Brains, abbandonando il pop per approdare sulle rive del post grunge. Il quartetto lucchese, dopo numerose partecipazioni a varie compilation e dopo un esordio discografico di tutto rispetto, arrivano alla seconda fatica con “Far away”, proponendo un disco fondamentalmente rock, anche se l’anima giornalistica propende a scindere i brani su di una scala di valori che va dal post rock ai semplici accenni di noise, non inteso però nella sua concettualità più pura. “Far away” riesce a catturare l’ascoltatore sin dal primo ascolto, grazie alla linearità delle partiture, che nonostante un’ancora limitata originalità compositiva, riesce a rendersi piuttosto piacevole come nella preparatoria “Do you wanna hear me?”, in cui i riff iniziali e i cambi di direzione strizzano l’occhio a Mr. Cobain. Il livello rimane buono anche con “Be like a wanna be”, con Stefano Marchi che sale in cattedra amalgamandosi piuttosto bene con il basso di Antonio Amatulli, la new entry della band. I toni si attutiscono nella aggraziata ballad “Mirror”, track di spessore in cui la band cerca risposte attraverso un ritmo molto vicino al post rock, con agevoli incursioni power. L’ascolto prosegue piacevole attraverso le note della punkettara “I hate reviews”, in cui finalmente la giusta cattiveria esce dai vocalismi di Stefano Giambastiani, che talvolta ancora non riesce a sviluppare a piena potenzialità la sua bella voce. Le sorprese però non finiscono qui, infatti c’è spazio per un respiro blueseggiante con “In the heavens” e il rock di stampo classico con “Something wrong”. Si passa poi attraverso la riflessiva “If all is the same”, il cui intro sembra uscito da un lavoro dei Giardini di Mirò, fino a “I’ll go away from here”, governata dalle pennate di Giambastioni e Bechelli che accompagnano una lirica di sottile senso di claustrofobia capace di occludere la speranza di un cambiamento: “I’ve passed my time enclosed her…time doesn’t wait (for) me…maybe i’ll fly away in the sky, i’ll go away from here”.

Insomma questo disco targato U.D.U e Goodfellas racchiude in se un ricettacolo di buone essenze, tanto è vero che risulta difficile estrarre dalla tracklist un potenziale singolo, a causa del livello piuttosto buono dei brani, anche se i margini di miglioramento sono ancora molti.

Tracklist:

Do you wanna hear me?
Be like I wanna be
Mirror
I hate reviews
In the heavens
Something wrong
If all is the same
I'll go away from here




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