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Tomora


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Artista/Gruppo:Sissoko Ballake
Titolo: Tomora
Etichetta: Indigo-Label Bleu
Codice: LBLC 2596
Recensore:Giulio Mario Rampelli
Recensito il: 01/01/2007
Copyright: Giulio Mario Rampelli per Music on Tnt

E’ uscito l’ultimo album di Ballake Sissoko, correte a comprarlo. Non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro: chi apprezza la musica africana nelle sue forme più pure semplicemente sa di essere di fronte a un gioiello di straordinaria lucentezza. Per chi invece non lo sapesse eccomi qui a scriverne.

Djelimoussa “Ballake” Sissoko viene dal Mali ed è un custode della tradizione, uno scrigno contenente i tesori della storia e della cultura mandengue. Appartiene infatti ad una famiglia di griot, ed è tra i più grandi interpeti della kora del suo paese. L’unico confronto proponibile per tecnica, arte ed ispirazione è quello con suo cugino, Toumani Diabate, con il quale è cresciuto e ha realizzato un disco, New Ancient String, un capolavoro già recensito su questo sito.

La kora, mitica arpa a 21 corde capace di produrre una musica tra le più belle e sofisticate dell’Africa, è probabilmente il più recente tra i cordofoni usati dai djeli mandengue: la sua comparsa dovrebbe infatti risalire alla fine del XVIII° secolo, nella regione che oggi comprende il Gambia, la Casamance (Senegal) e la Guinea Bissau.

Il padre di Ballake, Djelimady Sissoko, fu uno dei protagonisti della fondazione della moderna musica per kora assieme ad altri due leggenderi griot. Sidiki Diabate, padre del virtuoso Toumani, e Batorou Sekou Kouyate, tutti e tre assieme nel primo storico disco di kora solo: Cordes Anciennes (ristampa Buda Musique, 1977822). Da allora, la scuola maliana della kora è divenuta tra le più rinomate, sfornando artisti di enorme spessore, tra cui lo stesso Ballake Sissoko.

Lo stile maliano di suonare la kora differisce da quello del Senegambia: più morbido il primo, più pizzicato e saltellante il secondo. Anche le accordature tradizionali della kora usate nelle due zone sono spesso differenti. Tomora, il titolo di questo disco, è un tipo di accordatura tradizionale dello strumento, usato sia in Mali che in Casamance.

In Tomora, Ballake suona la kora con il suo trio, composto dai giovani Mahamadou Kamissoko allo n’goni e Fassely Diabate, figlio di Keletigui, al balafon. La lista degli ospiti vede, oltre a Demba Camara al bolon, il basso acustico tradizionale malinke, fuoriclasse come Toumani Diabate e Rokia Traore, la quale canta un pezzo composto da lei stessa. Due sono i brani pentatonici di origine bambara, suonati assieme a Fanga Diawara, solista della Mali National Instrumental Ensamble, al violino tradizionale, Aboubacrine Wattara allo n’goni-ba (n’goni grande, tradizionale del Mali) e Alboulkadry Barry alla voce.

La caratteristica principale della musica di Ballake Sissoko è la sua spiritualità, che emerge nella sua delicata purezza soprattutto nei set più intimi: quando suona da solo, in duo con Toumani, o anche con il suo straordinario trio. Se volete, ascoltate quindi per primo il solo di kora in Berekolan o in Labidan (tracce 7 e 10), poi il duo con Toumani in Kanou (traccia 4), poi i brani in trio a partire da Tomora (traccia 1). Potete ascoltare questo disco in due modi: con molta attenzione, lasciando che le cascate di note, le frasi ricorsive e le improvvisazioni continue vi trascinino dolcemente nella vostra coscienza immaginativa, oppure mentre fate altro, e la musica vi aiuterà a farlo bene, con gusto e concentrazione. Continuando ad ascoltarlo non vi stancherete, perché scoprirete ogni volta nuove sfumature, particolari di cui non vi eravate accorti. Questa musica è come l’oceano, dal quale, per chi cerca, non finiscono mai di affiorare nuovi tesori.

La registrazione di quest’album è di livello altissimo, e non poteva essere altrimenti, considerando l’elevatissima qualità delle registrazioni di Label Bleu, un etichetta francese specializzata non solo in musica africana, con autori del calibro dei maliani Boubacar Traoré, Rokia Traoré, Super Rail Band de Bamako e i malgasci Rajery e Jaojoby, ma anche – e soprattutto – nelle produzioni jazz. Insomma, ancora una volta, come in Deli, il suo precedente disco per la stessa etichetta, dalla musica al mixaggio alla produzione siamo davvero vicini alla perfezione. Credetemi, non esiste alcuna ragione – e neanche alcuna giustificazione - per non comprare Tomora e per non ascoltarlo.

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