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Modern Times


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Artista/Gruppo:Charme
Titolo: Modern Times
Etichetta: Unomundo
Sito: www.unomundo.it
Recensore:Loris Gualdi
Recensito il: 26/09/2013
Copyright: Loris Gualdi per Music on Tnt

Attraverso il profilo facebook la giovane band dei Charme si etichetta come ensemble dedito all’acid rock, al cosiddetto shogaze, al mondo psichedelico, alla newwave, al gothic dark rock, al doom e all’elettro pop.
Santo cielo, ho pensato, e dove mi sono perso tutte queste sfumature?
Pur amando etichettare e ritrovare singulti minimali tra le partiture, alcuni degli aspetti auto referenziati proprio non li ho ravveduti. A mio avviso, la pur interessante band Ragusana, non ha molto in comune con il Doom ed il Gothic e, a dirla tutta, almeno ascoltando questo Modern times, ha poco a che spartire anche con la psichedelia. I miei modesti, umili e assolutamente fallibili padiglioni auricolari hanno percepito undici tracce rock dalle sensibili venature new wave normalizzate su sensazioni vocali vicino ai Simple Minds (Come and get alive).

A questo funzionale fil rouge si aggiunge la nereggiante necessità espositiva di rendere cupi alcuni episodi non troppo lontani da sensazioni Cure, proprio come dimostrano la preziosa struttura di Modern times e (per certi versi) Freedom sound, che sembra però mancare della dovuta profondità. Se poi interessante appare l’anima hard rock di Where the love’s gone e i rimandi inattesi a Vince Neil(Bring my love home) è con Storm of change che l’album decolla. Una voce filtrata dalle onde radio introducono la drammaturgia di note diluite tra accenni wah wah e voci stemperate. Un interessante e ragionato climax ottimizzato per il guitar solo, adibito a bridge tra strofa e chorus.




Di buona fattura appaiono poi i rock riff di Let the drama begin, l’aurea deja ecù di Cobra witch e la struttura armonica di Voivod, in cui la batteria legata ad un uso perfetto della quattro corde, si mescola a spunti chitarristici che innestano una sensazione di vacua attesa in piccole dosi noise.
Dunque…un disco che solo a tratti riesce ad incanalare al meglio le proprie idee, finendo per dissipare alcuni spunti vincenti che si trovano, mi sento di poter crede, proprio dietro l’angolo.

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