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Humana


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Artista/Gruppo:Humana
Titolo: Humana
Etichetta:
Sito: www.thehumana.it
Codice: hum01
Recensore:Loris Gualdi
Recensito il: 03/11/2012
Copyright: Loris Gualdi per Music on Tnt

Humana è il monicker di quella che i componenti stessi definiscono una electro rock experience, ma è anche il titolo del debut di Daniele Ludicone e Lorenzo Sebastiani, anima e corpo di questo combo dedito ad una visualizzazione della musica decomposta attorno ad un songwriting interessante quanto il videoclip guidato da Cosimo Alemà.


L’album contiene 10 brani intarsiati di sviluppi prettamente elettronici, che non perdono però il contatto visivo con generi diversificati che fungono da collante creativo. Infatti tra i meandri del disco si possono scorgere senza difficoltà momenti post punk e trip hop in una danzante visione in tonalità grigi delle sensazioni metropolitane descritte dal songwriting .

Come poi poteva apparire ovvio e calcolato ad accendere l’interesse attorno a questo debut è la coverizzazione di Rock’n’roll robot di Alberto Camerini, versione rock dance di un classico che rivive con la partecipazione di DJ Dualized e Lorenzo Sebastiani, voce di produzione e arrangiamento dell’opera. Ma Humana non è solo cover, ma soprattutto inediti che con alterne fortune offrono un disco posato che si livella su di un andamento controllato.



Le danze si aprono attraverso la vocalità sussurrata di Perso , in cui le note si appoggiano su di un tappeto electro rock proto minimale alquanto ridondante, che ha il merito di lasciare piccoli spazi di implosione rock tra un passaggio di strafa e l’altro. L’andamento, influenzato talvolta da un concettualità hip hop, procede verso sensazioni vintage e passaggi in levare che appaiono imparentati con il mondo Sincronicity , grazie all’ inaspettato andamento reggae, decostruito attraverso un sussurrato e poco invasivo sentore narrativo.

Ritmiche piacevoli (Mai) ed espressività pseudo punk (Solo) aiutano poi solo in parte una linea vocale che (ahimè) sembra voler osare ben poco, rimanendo ancorata ad un livellamento che non riesce a far crollare la cortina espressiva troppo poco definita, per un album che ci lascia il condizionale come retrogusto finale.

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