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Contraddizioni


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Artista/Gruppo:Bertacchini Roberto
Titolo: Contraddizioni
Etichetta: soundmetak
Sito: www.soundmetak.com
Recensore:Loris Gualdi
Recensito il: 05/01/2012
Copyright: Loris Gualdi per Music on Tnt

Ci sono oggetti che a prescindere da ciò che rappresentano o da ciò che racchiudono sono cibo per chi ama mantenere, conservare e osservare da vicino. Una concettualità dell’avere non molto attigua alla dicotomia proposta da Erik Fromm, ma piuttosto ad una filosofia più prossima alla semplicità infantile del collezionare.

Questo minidisc in edizione limitata, racchiuso in busta di tessuto cucita a macchina, dipinta dall’art work di Bertacchini e Valentina Chiappini, rappresenta già di per sé un ottimo oggetto da collezionare. Se poi state cercando l’aurea iper-alternativa delle sperimentazioni noise, ecco a voi il primo acquisto del 2012. Contraddizioni, registrato, mixato e prodotto dal maestro noisy Xabier Iriondo, rappresenta una sperimentazione artistica di Roberto Bertacchini, al debutto per un EP di nove tracce oscure, minimaliste, nichilistiche, fuorvianti e aperte per sole menti slacciate alle poche armonie ed ai molti passi versi l’inusuale.

Ad aprire lo scrigno è Cambio, rullata, io delirio compositivo assestato tra percussioni e sezionante lirismo minimal, espressione anticipatoria di Senza mai voltarsi, in cui la vocalità filtrata definisce un crocevia post tribalistico, figlio di una società cannibalistica, folle ed inquietante, come la metaforica enclave di pulita vocalità. Attraverso poi i Boccioli la poesia si schiude in un lo fi intenso, che anticipa il groviglio tremante di (non) note della seguente Non so, recitata attraverso una dinoccolata ed obnubilante verve narrativa, da cui la linearità dei pensieri si fa stonata come la realtà che trapela dall’aria vintage di 1986 prima e poi da quel Vivere, che traina con sè un animo punk 77, tra melodie no future e angoscianti linee di basso al servizio di una vocalità ferrettiana.

A chiudere i 20 minuti di follia cosciente sono il depressive alt-doom di Sterminatore sociale e l’apertura armonica di A favore della borghesia eversivo inno claustrofobico che spiazza e colpisce come l’intento espositivo di questo piccolo disco.

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