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Autore:Gaetano Loffredo
Titolo: I 100 migliori dischi Power Metal
Casa editrice : Tsunami Edizioni
Sito: www.tsunamiedizioni.com/
Codice: 978-88-96131-92-3
Recensore:Loris Gualdi
Recensito il: 06/11/2016
Copyright: Loris Gualdi per Music on Tnt

“La musica che ascoltiamo nell'adolescenza è quella a cui, nonostante tutto, restiamo più legati per il resto della nostra vita”

Alessandro Conti

Per la collana I Tifoni, la Tsunami Edizioni torna nelle librerie con un atteso e nuovo sguardo sul mondo metal. Infatti, dopo poche settimane dall'uscita de I 100 migliori dischi Hard Rock, firmato da Giovanni Della Cioppa, l'editore milanese, grazie all'ottimo lavoro di Gaetano Loffredo, arriva a lambire le lande narrative del Power Metal.
Un riferimento musicale che, pur incentrato nell'Europa anni ‘80, ha viaggiato nel tempo, mostrandosi privo di confini immaginifici, anche (e soprattutto) grazie ad un songwriting da sempre legato alla cultura fantasy. Quello di Loffredo è null’altro che un lungo sentiero in grado di portarci a rivivere le immortali magie del Dr. Stein attraversando il 1776 narrato dagli Iced Earth e le Highlands dei Kamelot. Un viaggio unico che, tra i notturni boschi di Somewhere far beyond non solo ci condurrà nel vortice futurista e distorto di Somewhere out in space, ma anche nel passato remoto costruito oltre i “Muri di Jericho”.



Il percorso, posto al servizio di un viatico spesso accessibile grazie ad una narrazione filmica e a sonorità aperte all’armonia, ha, sin dagli albori, portato il Power Metal verso mescolanze stilistiche in grado di incontrare prog, lirismo e audacità speed-thrash, proprio nel periodo in cui quest’ultimo sembrava mostrare i primi passi evolutivi, invadendo in maniera inevitabile quelli che poi sono risultati i percorsi autonomi e (solo apparentemente) paralleli.



Il libro, reso ancor più credibile dal ottima opera illustrativa di Rhett Podersoo, va pertanto a ripercorrere una tormentata linea del tempo, lungo la quale le storiche vocalità di Kai Hansen, Michael Kiske e Hansi Kursch sono riuscite a donare profondità espressiva ad un genere forse settario, ma che a differenza di altre “degenerazioni” del mondo heavy è riuscita a creare una magica e trasversale sinergia tra arti differenti.
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