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| Intervista a Johannes Schmoelling, a cura di Nemo Chi è Johannes Schmoelling? Johannes Schmoelling ha sviluppato nel tempo una reputazione come guru
di concept-albums di musica elettronica. Nato a Lohne, in Germania,
nel 1950; ha cominciato a suonare il pianoforte all'età di otto
anni. Nemo: Qual è il motivo che ti ha spinto a ripubblicare
un tuo vecchio capolavoro come J.Schmoelling: “White Out” non era più
disponibile da moltissimo tempo, così era un dovere rifarlo. N.: Premetto che nonostante io non ami in modo particolare
i remix, devo comunque farti i miei complimenti: “White Out 2000”
mi è piaciuto davvero molto. Le tre tracks J.S.: Io non amo i semplici remix. Volevo farlo con un nuovo punto di vista. N.: Ah, io ho una vera e propria adorazione per “Icewalk 2000”, è una accattivante sintesi di tutto il cd, bellissima. N.: La precedente ripubblicazione di un altro tuo grande successo come “The Zoo of Tranquillity”, rimasterizzato, non ha avuto un gran successo tra i tuoi fans. Anch’io continuo a preferire di gran lunga la vecchia versione pubblicata dalla Theta. Nonostante ciò hai ripubblicato “White Out”, il quale comunque suona molto diverso rispetto alla riedizione di “The Zoo…” Infatti esso ha avuto un grande successo di vendite. E’, a mio modesto parere, un gran bel lavoro, il fruscio di fondo del nastro originale è stato eliminato ed i nuovi brani sembrano essere stati composti ai tempi dell’originale. Cosa diresti ai tuoi fans che non hanno gradito la rimasterizzazione di “The Zoo…” a proposito di “White Out 2000”? (ovviamente a coloro che non l’hanno ancora acquistato, gli altri hanno sicuramente apprezzato la differenza).. J.S. Vidi la nuova versione di “The Zoo…” come un nuovo album, non solo come un remix di una vecchia versione. Il nuovo “White Out” un qualcosa che sta a metà strada tra un semplice remix ed una totale nuova registrazione. E forse è riuscito meglio del remake di “The Zoo..” N.: Il mio parere è che il nuovo “White Out 2000” merita veramente di essere presente in ogni discografia dei tuoi fans. E non solo, lo vedrei anche nella collezione di qualsiasi appassionato di Vangelis, Jarre etc. Questo cd inaugura la tua nuova etichetta Victoriapark, che è completamente tua, non è vero? J.S. Si, Victoriapark è la mia etichetta. N.: Quindi ora hai la libertà di pubblicare tutto ciò che vuoi……?! J.S. Si! N.: Ti ho posto questa domanda per un ottimo motivo, la mia profonda
convinzione che “White Out 2000” ed il nuovo “Recycle
or Die” siano un ottimo inizio per inaugurare la tua nuova etichetta
ed una promessa di future nuove ed interessanti pubblicazioni….. J.S. Beh, ci sono diversi progetti in cantiere per realizzare nuovi lavori. Un progetto pubblicato in lo scorso anno è stato quello di suonare in una radio tedesca di un mio amico, Dirk Josczok, chiamato “Laufen”. N.: Lo conosco…. J.S. “Laufen” oltre alle parole include musica ben conosciuta da mie realizzazioni e più o meno diversi collage di suoni sperimentali che illustrano l’azione del suonare. Ci sono anche alcune parti di nuova musica, che sono stati realizzati in seguito su un normale cd. “Recycle or Die” uscito alla fine del 2003 è un nuovo cd di sola musica, una specie di compilation con brani inediti registrati per l’occasione. Per il futuro sto pensando di realizzare alcune delle musiche che ho fatto per lavori teatrali e televisivi. N.: Da quanto tempo componi musica per il teatro? E musica per films? J.S. Lo faccio dal 1990 ed anche da prima di entrare a far parte dei Tangerine Dream. N.: Una domanda che è anche un mio sogno personale: Pensi di rimasterizzare il tuo primo capolavoro, “Wuivend Riet”? Lo meriterebbe… J.S. Non ancora. N.: Come e quando hai conosciuto i Tangerine Dream ? J.S. Li incontrai la prima volta ad un ad un concerto nel 1978, ma non pensavo che mi sarei unito a loro così presto. Poi nell’estate del 1979 Edgar Frese mi invitò ad una audizione nel suo studio. Qualcuno doveva avergli detto qualcosa riguardo il mio background musicale e tecnico, e così egli pensò che io potessi diventare un buonsostituto di Peter Baumann. Nell’audizione io suonai un pezzo improvvisato sul suo pianoforte Steinway per quasi venti minuti. Penso che rimase impressionato dal mio modo di suonare e mi fu offerto il posto nella band. N.: Per quale motivo abbandonasti il gruppo? J.S. Dopo tanti anni passati a suonare musica dal vivo, a fare nuovi dischi e molte colonne sonore, volevo rimanere un po’ fuori per poter fare cose solo mie. N.: Abbiamo potuto notare il peso della tua assenza, musicalmente parlando,
nei loro lavori successivi. Il loro declino è stato lento ed
inesorabile, sino ai loro ultimi lavori, senza Cristopher Franke e Paul
Haslinger; i quali sono assolutamente improponibili. J.S. La maggior parte della musica che feci durante il mio periodo con i T.D. venne realizzata dai T.D. stessi o, più tardi da alcuni miei lavori solisti. Così non rimane ora molto di mio da incidere riguardo a quel periodo storico. N.: Comprendo. Cosa penseresti a proposito di una temporanea riunione
del gruppo J.S. Non mi piacciono le riunioni temporanee. La musica che facevamo a quei tempi, negli anni ’80; è stata creata per quei tempi e da essi proviene. Lasciamo le cose così come sono.
J.S. No.
J.S. Mi è piaciuto lavorare con entrambi. Parte del nostro
successo risultò proprio dalle N.: puoi descriverci un poco il tuo carattere, le tue abitudini e le
tue preferenze musicali J.S. Sono cresciuto con la musica classica e formato in modo cattolico, così mi trovai a conoscere l’organo da chiesa molto presto. E di conseguenza arrivai a conoscere quello che è diventato il mio compositore preferito: J.S.Bach. E’ molto difficile liberare sé stessi dalla propria educazione religiosa. N.: hai qualche metodo compositivo particolare? J.S. No, nessun metodo particolare. Trovo le mie idee al pianoforte, al sintetizzatore generando suoni; talvolta anche un ritmo mi porta ad una idea musicale. N.: Quali sono i tuoi strumenti musicali preferiti? J.S. Il pianoforte e la tastiera master. N.: Pensi di tornare a comporre Rock Elettronico? J.S. Non sto progettando nulla di ciò, ciononostante sono aperto a tutto.
J.S. In primo luogo “Laufen” è una trasmissione radiofonica in lingua tedesca e la mia musica vi gioca solamente un ruolo tangenziale. Importanti sono le strutture sonore e le atmosfere, quando il dialoghi si interrompono. N.: A proposito del tuo ultimo cd “Recycle or Die”…. Perché un titolo come questo? Ha qualche significato particolare? J.S. In un certo senso sì, poiché alcune parti della
mia musica sono “musica riciclata”. N.: L’ho ascoltato a fondo e mi è piaciuto molto, soprattutto
alcuni “gioielli musicali” come l’omonimo “Recycle
or Die” (ricorda molto “Charlie the Kid” da “Firestarter”), J.S: Sì, la musica di Bach mi accompagna sin dalla mia giovinezza.
Ed all’età di 29 anni N.: Sei un artista molto eclettico, capace di dare moltissime sfumature
diverse alla tua musica: drammatica, romantica, poliritmia e molto di
più… A mio avviso sei un artista che ha ancora molto da
dire ai suoi fans, come hai dimostrato in più occasioni. J.S. Tutte queste di cui sopra sono colonne sonore, esse sono nate
per il cinema; per questo sono così atmosferiche. Senza il film
queste musiche non sarebbero ciò che sono… N.: Mi permetto di dissentire in parte, poiché sono convinto che quelle musiche possiedano una loro indipendente vita propria. E spesso sono qualitativamente molto migliori dei films che hanno accompagnato… la mia è comunque solo una opinione personale. Ma passiamo ad altro, Spesso riascolto il tuo bellissimo brano “Memories of an Ancient Tree” pubblicato nell’edizione limitata della Infinite Horizon del 1998, un vero cameo sonoro…. Pensi di ripubblicarlo per la Victoriapark? E “Galago”? J.S. Definitivamente sì, nel futuro tutta la mia verrà pubblicata da me e sarà compendiata nella mia etichetta Viktoriapark Records. N.: Puoi darci qualche notizia sui tuoi nuovi ed imminenti progetti? J.S. Attualmente sto producendo il progetto di una fiaba: un viaggio intorno al mondo; per la Viktoriapark. Sempre in lingua tedesca, ma con molta musica ed atmosfere. N.: Mi auguro di poterlo vedere presto pubblicato, e non dimenticare il rock elettronico, mi raccomando… J.S. Voglio ringraziare tutti i tuoi lettori. Sono impressionato dalla vostra conoscenza specializzata sulla musica dei Tangerine Dream. N.: Grazie a te, è stato un onore. DISCOGRAFIA:
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