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Intervista a Johannes Schmoelling, a cura di Nemo

Chi è Johannes Schmoelling?

Johannes Schmoelling ha sviluppato nel tempo una reputazione come guru di concept-albums di musica elettronica. Nato a Lohne, in Germania, nel 1950; ha cominciato a suonare il pianoforte all'età di otto anni.
All'età di docici anni è rimasto affascinato dall'organo a canne e nel giro di due anni imparò a conoscerlo
tanto bene da suonarlo in modo professionale in varie chiese.
Dopo essersi laureato nel 1978 come ingegnere del suono, Schmoelling comincia a lavorare per le performance live del famoso teatro berlinese Schaubuhne am Halleschen Ufer; permettendogli così di
combinare le sue capacità tecniche con gli interessi musicali.
Nel 1979 Schmoelling incontra Edgar Froese, e con lui e Christopher Franke ristabiliscono lo status di trio all'interno dei Tangerine Dream (gruppo storico dell'Electronic Music degli anni 70'-80').
Il debutto di Schmoelling avviene con l'album dei T.D. "Tangram" nel 1980 e passa i successivi cinque anni
registrando e suonando dal vivo con il gruppo. In questo periodo il trio realizza diversi albums, inclusi "Exit" e "Logos" ed una serie di colonne sonore tra le quali "Thief", "Risky Business" e "Legend".
Nel 1986 Schmoelling lascia il gruppo per seguire la carriera solista. Il suo primo album solo è "Wuivend Riet" del 1987 e stabilisce una nuova direzione per Schmoelling, una sonorità unica di lavori tematici su basi elettroniche arrangiate in ambienti sonori naturali. Il suo album seguente continua sulla stessa linea, fino a "Songs no Words" del 1995. Dal 1995 ad oggi, Johannes ha lavorato per la serie TV tedesca "Ein Starkes Team" ("A Strong team"). Il 1998 vede la realizzazione di una nuova versione ri-registrata e rimixata di "The Zoo of Tranquillity", il quale include nuovi brani. Alla fine dello stesso anno Johannes Schmoelling realizza il proprio sito internet. Nel 2000 egli fonda la sua nuova etichetta, la Viktoriapark Records con la quale egli ripubblica l'ormai irreperibile "White Out" nella sua nuova edizione. Negli anni a seguire Johannes pubblica il suo nuovo lavoro "Laufen", (opera radiofonica in lingua tedesca), continuando a realizzare numerose colonne sonore per programmi televisivi. Nel 2003 egli pubblica il suo nuovo album "Recycle or Die"la cui pubblicazione è stata prevista al 9 novembre, giorno del suo compleanno.

Nemo: Qual è il motivo che ti ha spinto a ripubblicare un tuo vecchio capolavoro come
“White Out” in questa nuova versione?

J.Schmoelling: “White Out” non era più disponibile da moltissimo tempo, così era un dovere rifarlo.
Era anche un mio desiderio rieditarlo con una versione differente dieci anni dopo l’edizione originale.

N.: Premetto che nonostante io non ami in modo particolare i remix, devo comunque farti i miei complimenti: “White Out 2000” mi è piaciuto davvero molto. Le tre tracks
aggiunte sono a dir poco straordinarie e si integrano perfettamente con le altre. “Rain Echoes”, “A Long Way Home” ed “Icewalk (mix 2000)” sono un esempio della tua bravura. Anche nei brani del cd originale si possono avvertire alcuni cambiamenti. Perché non ti sei limitato a rimasterizzarli?

J.S.: Io non amo i semplici remix. Volevo farlo con un nuovo punto di vista.

N.: Ah, io ho una vera e propria adorazione per “Icewalk 2000”, è una accattivante sintesi di tutto il cd, bellissima.

N.: La precedente ripubblicazione di un altro tuo grande successo come “The Zoo of Tranquillity”, rimasterizzato, non ha avuto un gran successo tra i tuoi fans. Anch’io continuo a preferire di gran lunga la vecchia versione pubblicata dalla Theta. Nonostante ciò hai ripubblicato “White Out”, il quale comunque suona molto diverso rispetto alla riedizione di “The Zoo…” Infatti esso ha avuto un grande successo di vendite. E’, a mio modesto parere, un gran bel lavoro, il fruscio di fondo del nastro originale è stato eliminato ed i nuovi brani sembrano essere stati composti ai tempi dell’originale. Cosa diresti ai tuoi fans che non hanno gradito la rimasterizzazione di “The Zoo…” a proposito di “White Out 2000”? (ovviamente a coloro che non l’hanno ancora acquistato, gli altri hanno sicuramente apprezzato la differenza)..

J.S. Vidi la nuova versione di “The Zoo…” come un nuovo album, non solo come un remix di una vecchia versione. Il nuovo “White Out” un qualcosa che sta a metà strada tra un semplice remix ed una totale nuova registrazione. E forse è riuscito meglio del remake di “The Zoo..”

N.: Il mio parere è che il nuovo “White Out 2000” merita veramente di essere presente in ogni discografia dei tuoi fans. E non solo, lo vedrei anche nella collezione di qualsiasi appassionato di Vangelis, Jarre etc. Questo cd inaugura la tua nuova etichetta Victoriapark, che è completamente tua, non è vero?

J.S. Si, Victoriapark è la mia etichetta.

N.: Quindi ora hai la libertà di pubblicare tutto ciò che vuoi……?!

J.S. Si!

N.: Ti ho posto questa domanda per un ottimo motivo, la mia profonda convinzione che “White Out 2000” ed il nuovo “Recycle or Die” siano un ottimo inizio per inaugurare la tua nuova etichetta ed una promessa di future nuove ed interessanti pubblicazioni…..
C’è una folla immensa di vecchi fans (me compreso) che si aspetta grandi cose da te e sono sicuro che il successo di questi due albums sarà uno stimolo a pubblicare molte cose tenute sinora nel cassetto. Che ne dici?

J.S. Beh, ci sono diversi progetti in cantiere per realizzare nuovi lavori. Un progetto pubblicato in lo scorso anno è stato quello di suonare in una radio tedesca di un mio amico, Dirk Josczok, chiamato “Laufen”.

N.: Lo conosco….

J.S. “Laufen” oltre alle parole include musica ben conosciuta da mie realizzazioni e più o meno diversi collage di suoni sperimentali che illustrano l’azione del suonare. Ci sono anche alcune parti di nuova musica, che sono stati realizzati in seguito su un normale cd. “Recycle or Die” uscito alla fine del 2003 è un nuovo cd di sola musica, una specie di compilation con brani inediti registrati per l’occasione. Per il futuro sto pensando di realizzare alcune delle musiche che ho fatto per lavori teatrali e televisivi.

N.: Da quanto tempo componi musica per il teatro? E musica per films?

J.S. Lo faccio dal 1990 ed anche da prima di entrare a far parte dei Tangerine Dream.

N.: Una domanda che è anche un mio sogno personale: Pensi di rimasterizzare il tuo primo capolavoro, “Wuivend Riet”? Lo meriterebbe…

J.S. Non ancora.

N.: Come e quando hai conosciuto i Tangerine Dream ?

J.S. Li incontrai la prima volta ad un ad un concerto nel 1978, ma non pensavo che mi sarei unito a loro così presto. Poi nell’estate del 1979 Edgar Frese mi invitò ad una audizione nel suo studio. Qualcuno doveva avergli detto qualcosa riguardo il mio background musicale e tecnico, e così egli pensò che io potessi diventare un buonsostituto di Peter Baumann. Nell’audizione io suonai un pezzo improvvisato sul suo pianoforte Steinway per quasi venti minuti. Penso che rimase impressionato dal mio modo di suonare e mi fu offerto il posto nella band.

N.: Per quale motivo abbandonasti il gruppo?

J.S. Dopo tanti anni passati a suonare musica dal vivo, a fare nuovi dischi e molte colonne sonore, volevo rimanere un po’ fuori per poter fare cose solo mie.

N.: Abbiamo potuto notare il peso della tua assenza, musicalmente parlando, nei loro lavori successivi. Il loro declino è stato lento ed inesorabile, sino ai loro ultimi lavori, senza Cristopher Franke e Paul Haslinger; i quali sono assolutamente improponibili.
I T.Dream erano, opinione molto diffusa, molto meglio quando c’eri tu. Credo che molti dei tuoi fans stiano aspettando che tu pubblichi della musica di quello che posso definire come “il tuo periodo con i T.D.”, data la tua forte influenza musicale da album come “Tangram” sino a “Le Parc”. Dopo il tuo abbandono hai lasciato molti ascoltatori “orfani”
di quella splendida musica. Cosa puoi dire a tutti coloro che aspettano da così tanto tempo un tuo prossimo cd che riprenda quel ormai mitico periodo?

J.S. La maggior parte della musica che feci durante il mio periodo con i T.D. venne realizzata dai T.D. stessi o, più tardi da alcuni miei lavori solisti. Così non rimane ora molto di mio da incidere riguardo a quel periodo storico.

N.: Comprendo. Cosa penseresti a proposito di una temporanea riunione del gruppo
nella loro formazione originale degli anni ottanta? Ti interesserebbe, sempre che la cosa fosse fattibile? Eravate incredibili allora…

J.S. Non mi piacciono le riunioni temporanee. La musica che facevamo a quei tempi, negli anni ’80; è stata creata per quei tempi e da essi proviene. Lasciamo le cose così come sono.


N.: Hai mai pensato di lavorare con Chris Franke? In duo?

J.S. No.


N.: Andavi più d’accordo con Frese o con Franke? Dicono che Froese avesse un carattere piuttosto duro….

J.S. Mi è piaciuto lavorare con entrambi. Parte del nostro successo risultò proprio dalle
nostre buone relazioni.

N.: puoi descriverci un poco il tuo carattere, le tue abitudini e le tue preferenze musicali
passate ed attuali? Puoi dirci qualcosa riguardo alla tua filosofia personale o credo religioso, penso che siano cose determinanti nella vita di una musicista, soprattutto in questo genere di musica……

J.S. Sono cresciuto con la musica classica e formato in modo cattolico, così mi trovai a conoscere l’organo da chiesa molto presto. E di conseguenza arrivai a conoscere quello che è diventato il mio compositore preferito: J.S.Bach. E’ molto difficile liberare sé stessi dalla propria educazione religiosa.

N.: hai qualche metodo compositivo particolare?

J.S. No, nessun metodo particolare. Trovo le mie idee al pianoforte, al sintetizzatore generando suoni; talvolta anche un ritmo mi porta ad una idea musicale.

N.: Quali sono i tuoi strumenti musicali preferiti?

J.S. Il pianoforte e la tastiera master.

N.: Pensi di tornare a comporre Rock Elettronico?

J.S. Non sto progettando nulla di ciò, ciononostante sono aperto a tutto.


N.: Due parole a proposito del tuo precedente “Laufen”. Esso è un lavoro assai simile al vecchio “Zauberger Settembrini”, con quale intento lo hai pubblicato? C’è poca musica e molto dialogo in lingua tedesca. Un lavoro di sicura non facile comprensione, soprattutto per i non tedeschi….

J.S. In primo luogo “Laufen” è una trasmissione radiofonica in lingua tedesca e la mia musica vi gioca solamente un ruolo tangenziale. Importanti sono le strutture sonore e le atmosfere, quando il dialoghi si interrompono.

N.: A proposito del tuo ultimo cd “Recycle or Die”…. Perché un titolo come questo? Ha qualche significato particolare?

J.S. In un certo senso sì, poiché alcune parti della mia musica sono “musica riciclata”.
Alla fine il titolo non è nient’altro che una divertente, ironica strizzatina d’occhio all’ascoltatore.

N.: L’ho ascoltato a fondo e mi è piaciuto molto, soprattutto alcuni “gioielli musicali” come l’omonimo “Recycle or Die” (ricorda molto “Charlie the Kid” da “Firestarter”),
il davvero bello “Buda-Pest”, gli “Italian Scratches” ed il la reinterpretazione barocca
di “Stratosfera” dei T.D., bella pure la tua reinterpretazione di Bach “The Electrified J.S.”
Credo comunque che questo ultimo tuo lavoro sembri più un omaggio a J.S.Bach che ai Tangerine Dream, o sbaglio? Bach sembra avere ancora un forte peso sulla tua musica….

J.S: Sì, la musica di Bach mi accompagna sin dalla mia giovinezza. Ed all’età di 29 anni
ho conosciuto la musica dei Tangerine Dream così li ho co-disegnati insieme. J.S.Bach come pure i T.D. hanno avuto una grande influenza sulla mia vita. Da questo l’idea di un omaggio ad entrambi.

N.: Sei un artista molto eclettico, capace di dare moltissime sfumature diverse alla tua musica: drammatica, romantica, poliritmia e molto di più… A mio avviso sei un artista che ha ancora molto da dire ai suoi fans, come hai dimostrato in più occasioni.
Molti di essi, me incluso, aspettano della musica che richiami le atmosfere indimenticabili di “The Keep”, o “The Park is Mine”, oppure “Dirty Cross Road” da “Flashpoint” ?
Pensi di poterci accontentare?

J.S. Tutte queste di cui sopra sono colonne sonore, esse sono nate per il cinema; per questo sono così atmosferiche. Senza il film queste musiche non sarebbero ciò che sono…
Così la vera domanda dovrebbe essere: “Ci saranno ancora colonne sonore?”, ma a questo ora io non posso dare una risposta.

N.: Mi permetto di dissentire in parte, poiché sono convinto che quelle musiche possiedano una loro indipendente vita propria. E spesso sono qualitativamente molto migliori dei films che hanno accompagnato… la mia è comunque solo una opinione personale. Ma passiamo ad altro, Spesso riascolto il tuo bellissimo brano “Memories of an Ancient Tree” pubblicato nell’edizione limitata della Infinite Horizon del 1998, un vero cameo sonoro…. Pensi di ripubblicarlo per la Victoriapark? E “Galago”?

J.S. Definitivamente sì, nel futuro tutta la mia verrà pubblicata da me e sarà compendiata nella mia etichetta Viktoriapark Records.

N.: Puoi darci qualche notizia sui tuoi nuovi ed imminenti progetti?

J.S. Attualmente sto producendo il progetto di una fiaba: un viaggio intorno al mondo; per la Viktoriapark. Sempre in lingua tedesca, ma con molta musica ed atmosfere.

N.: Mi auguro di poterlo vedere presto pubblicato, e non dimenticare il rock elettronico, mi raccomando…

J.S. Voglio ringraziare tutti i tuoi lettori. Sono impressionato dalla vostra conoscenza specializzata sulla musica dei Tangerine Dream.

N.: Grazie a te, è stato un onore.

DISCOGRAFIA:

Lavori Solisti:

- Wuivend Riet (Erdenklang, 1986)
- The Zoo of Tranquillity (Theta, 1988)
- White Out (Polydor, 1990)
- Lieder Ohne Worte - Songs No Words (Erdenklang, 1995)
- The Zoo of Tranquillity (remixed) (Erdenklang, 1998)
- White Out 2000 (Viktoriapark, 2000)
- Recycle or Die (Viktoriapark, 2003)



Radio - Plays:

- Der Zaubergeiger Settembrini (Deutsche Gramophon, 1989)
- Laufen (Viktoriapark, 2002)



V.A. Compilations:

- Electronische Muziek 1994 (Klem, 1994)
- Infinite Horizons (Horizon Music, 1998)
- Music for the 3rd Millennium, vol.3 (AMP, 2001)


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with TANGERINE DREAM (1980- 85)

Studio Albums:

Tangram (1980), Exit (1981), White Eagle (1982), Hyperborea (1983), Le Parc (1985)

Live Albums:

Quichotte (1981), Logos - Live at the Dominion (1982), Poland - The Warsaw Concert (1984),
Pergamon (1986), Sohoman '82 (1999), Bootleg Box. vol.2 (2004), Aachen Live (2004), Live in Paris (2004), Live in Sydney (2004)

Soundtracks:

Thief (1981), Wavelenght (1983), Risky Business (1984), Flashpoint (1984), Firestarter (1984),
Heartbreakers (1985), Legend (1986), The Park is Mine (1986), The Keep (bootleg) (1996), The Keep (1997/1999)


Compilations:

Dream Sequence (1985), Tangents 1973-1983 (1994), The Dream Roots Collection (1996), Tangerine Dream (1999), Antique Dreams (2000), I-Box (2000)


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Works:

- Hungerjahre (1979/80)
- Verruckt nacht Dir (1994)
- Ein Starkes Team (1994 - 2001)
- Kabel und Liebe (1995)
- Ropers letzer Tag (1997)
- Metamorphose der Stille (1986)
- Bis and Ende der Welt (1988)
- Das Atelier (2000)
- Die Geschichte der Dinge (1992-1993)
- Sanfwut oder Der Ohrenmaschinist (1991)
- Der Zaubergeiger Settembrini (1989)
- Judith (1992)
- Frenkel (1990)
- Kaiser jones (1990)
- Zu Treuen Handen (1996)
- Laufen (2001)
- Mutter und Sohne (1990)
- Kunst (1995 - 2000)


sito internet: www.johannesschmoelling.de

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