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La curiosità su cosa stessero combinando i tipi di Mondo Candido è stata, come dire, sollecitata. Alcune amiche franco-asiatiche di stanza oltralpe volevano sapere notizie della raffinata formazione italiana che una manciata di anni fa si presentò nella compilation lounge “Buddha bar”. Evidentemente sono un piccolo culto anche fuori dai confini patrii. Comunque, volevamo loro notizie ed eccole qui. Sono passati poco più di due anni dall’esordio (“Moca”): i tre sono in studio e stanno lavorando alacremente ad un album nuovo che vedrà entro la fine dell’anno. Anticipato da un singolo (“Voilà”) che è già in circolazione e del quale contiamo di darvi presto delle nuove. Alessandro Guerci (basso, loops), Simone Marucci (chitarre, programmazioni) e Luisella (voce dal cognome sconosciuto) sono una formazione dal gusto fine e vagamente retrò, che pesca dalla tradizione autoriale italiana e non solo, rielaborando la.“Vintage”, retronuevo, lounge, easy listening d’antan? Chiamatela un po’ come vi pare, certo è che non basta una definizione per inquadrare un genere elaborato ma non cervellotico, di facile ascolto ma mai scontato, da intrattenimento si, ma intelligente. Recentemente i Mondo Candido hanno avuto modo di registrare del materiale nuovo in Giappone, dove circola anche un loro jingle pubblicitario per una grossa azienda. Nell’attesa di trattare della materia e del materiale che più piace a chi scrive e chi legge si è pensato di riferire alcune considerazioni a margine fatte da Alessandro Guerci e Co. su mass media e crisi discografica, su costi dei cd e suonerie, su progetti a breve e approcci all’arte dei suoni. Nemo profeta in patria. Buon seguito all'estero ma "passate" meno in Italia, almeno nei grandi circuiti...a cosa è dovuto? Scelte della formazione o altre ragioni? Per l' Italia il fatto è che siamo rimasti 'in silenzio' per due anni. Ma ora stiamo lavorando per riuscire a terminare il nostro secondo cd e a breve contiamo di far uscire un nuovo singolo, dalle atmosfere soft molto “francesi”. Per l' estero la situazione non è poi così diversa, siamo usciti l' anno scorso in Giappone, dove siamo stati due volte registrando anche del materiale nuovo, grazie anche all 'interesse di una grossa compagnia pubblicitaria con la quale abbiamo lavorato. Stiamo attualmente vagliando altre interessanti proposte per l' estero, anche se in alcuni paesi non è facile entrare perché troppo chiusi alle proposte che non siano “autoctone”. Rispetto all 'esperienza del 2002 come è cambiato musicalmente ed emozionalmente il vostro approccio con la musica? Questi anni ci hanno portato sia grandi soddisfazioni che grandi frustrazioni. Da un lato ci siamo resi conto di aver raggiunto molti obiettivi inaspettati per una band con una piccola casa discografica alle spalle, nonchè con un repertorio non facilissimo: troppo 'pop' per gli amanti di un certo genere alternativo, troppo 'raffinati' per il grande pubblico. L' esperienza del lavoro precedente ci ha aiutati a capire l' importanza del maturare un sound personale piuttosto che cercare di aderire ad una moda o all 'esigenze del mercato. Questo senza la presunzione di voler fare qualcosa di speciale e 'contro' a tutti i costi, semplicemente ritenendo che l' autenticità sia la dimensione più efficace per un gruppo come il nostro. Pensiamo d' essere riusciti a mettere a fuoco cosa sappiamo fare meglio, e cerchiamo di muoverci in tale direzione. Ti confessiamo che non è affatto semplice lavorare alla produzione di quello che riteniamo essere un buon disco: richiede molto sforzo, sia in termini di tempo ed energia e anche di danaro. Quindi occorre grande forza di volontà fin tanto che non si vedono arrivare i frutti... Abbiamo passato momenti di entusiasmo come anche di stanchezza, ma siamo ancora al lavoro!Dal punto di vista squisitamente musicale siamo certi che chi ha apprezzato il nostro primo disco non rimarrà deluso dal prossimo, anche se vi troverà dei cambiamenti. Cosa vi piace ascoltare oggi e quali sono le vostre "radici" musicali sia in termini di formazione che di influenze.. I nostri rispettivi ascolti e gusti sono piuttosto differenti, e questo si rispecchia in qualche modo nella nostra produzione, anche alla fine il sound, al contrario, risulta piuttosto omogeneo. Ognuno di noi porta un suo punto di vista diverso all 'interno del progetto e questo viene rielaborato dagli altri. Questo atteggiamento fa si che ognuno di noi cresca musicalmente nell 'accogliere il punto di vista dall' altro, Luisella è quella più orientata al pop nazionale, anche per la sua esperienza professionale, Simone ha una lunga formazione in ambito jazz e fusion ma anche una grossa esperienza professionale in ambito pop-rock-funk. Fra i suoi artisti preferiti possiamo mettere Peter Gabriel, John Scofield, Medesky Martin and Wood, Skunk Anansie. Alessandro ha invece una formazione nell 'ambito delle arti visive ma da sempre ascolta jazz e musica nera, negli ultimi anni si è spostato verso la cosiddetta 'laptop music', con una predilezione particolare per le produzioni giapponesi (Towa Tei, Cornelius, Konishi Yasuharu). Che approccio avete con la Rete, pensate che sia un vantaggio o un pericolo per la musica? Assolutamente una ricchezza per l' ascoltatore curioso e voglioso di approfondire, forse un pò meno per le major visto il danno arrecato dal download selvaggio. Ma per un artista piccolo e poco conosciuto anche quest' ultimo può rappresentare una buona forma di promozione e diffusione del proprio lavoro. Cosa rovina di più la musica (qualche ipotesi: San remo... i critici...la televisione tutta... Mtv...)? Si dice che i critici non siano ben visti dagli artisti, ma crediamo si tratti più che altro di un atteggiamento nonchè di un luogo comune da sfatare. Sanremo sicuramente non offre un buon esempio agli addetti ai lavori e neppure all’ascoltatore comune: è incredibile tutta questa attenzione dei media su evento così povero di contenuti ed idee. Tra l’altro è evidentemente fallimentare dal punto di vista dei costi dell 'operazione e dei risultati in termini di vendita di dischi. I problemi più seri sono imputabili da un lato alla massiccia omologazione dei modelli di riferimento (e qui MTV c' entra qualcosa), quindi all' impoverimento della cultura musicale in generale. Quali sono gli effetti immediati di questa situazione? Uno su tutti le conseguenze terribili sul fare musica dal vivo, un campo dove ormai impera l' improvvisazione e l' ignoranza, basta vedere il grande propagarsi di gruppi 'cover band' e cantanti di piano bar.Una riflessione sui problemi dell 'industria musicale italiana e sul generale impoverimento delle proposte richiederebbe tempi e spazi ben più ampi… Il fatturato delle suonerie scaricate per cellulari pare sia superiore a quello dei dischi venduti. E’ anche questa una conseguenza? Che dire? Questo naturalmente ha a che vedere con l' impoverimento culturale legato all 'omologazione. Quello delle suonerie in se non è certo un problema, semmai il segnale di una deformazione all 'interno delle modalità di ascolto della musica. Per i dischi credo che tutti siamo d' accordo sul problema dell 'enormità del loro prezzo... Naturale che poi la gente se li scarichi da Internet o si accontenti di ascoltare le radio che macinano per due mesi le stesse canzoni finchè non se ne può più...Il problema dell' omologazione massiccia delle proposte crea aspettative poco sane, soprattutto nei discografici sempre più alla strenua ricerca della hit da macinare in una stagione. Per fortuna ci sono dei media che privilegiano la non uniformità, siano questi radio 'alternative' come web magazines indipendenti. © Giuseppe Moro per www.music-on-tnt.com |