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Artista/Gruppo: | Free System Project |
| Titolo: | Intervista | |
| Etichetta: | --- | |
| Web site: | --- | |
| Codice: | --- | |
| Recensore: | Nemo (Alias Massimo Pavan) | |
| Pubb. il: | --- | |
| Copyright: | Nemo per Music on Tnt |
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INTERVISTA CON I FREE SYSTEM PROJECT INTRODUZIONE I Free System Project, fondati da Marcel Engels, iniziarono la loro attività circa undici anni fa nel 1993. Dopo aver sperimentato per alcuni anni con i sintetizzatori, nel 1996 fu pubblicato il primo album “Impulse” composto ed arrangiato dallo stesso Engels. Dopo il buon successo del CD-R “Impulse” fu chiaro che il successivo lavoro dovesse essere realizzato su un cd di produzione regolare. Il primo cd dato alle stampe ebbe anche più successo del precedente: “Pointless Reminder”. Le sue musiche erano molto influenzate dal sound anni ’70 dei Tangerine Dream. Tra il 1995 ed il 1997 alcuni concerti vennero tenuti dai FSP nei Paesi Bassi. Dal 2000 in poi il gruppo venne tenuto ancor più in considerazione a seguito dei concerti tenuti USA, Regno Unito ed ancora in Olanda. I due albums “Okefenokee Dreams” furono composti ed eseguiti dal vivo negli USA, insieme a Dave Brewer, Bill Fox ed Airsculpture. “Atmospheric Conditions” è stato composto ed eseguito con Ruud Heij e Frank Van der Wel. I quali in seguito sono diventati membri regolari del gruppo rispettivamente dal 1999e dal 2001. “Atmospheric Conditions” riunisce registrazioni live dai tour in USA ed UK svoltisi tra il 2000 ed il 2001. Nel 2003 è stato pubblicato l’album “Passenger 4” in collaborazione con Dave Fulton (leader dei Dweller at the Threshold) e nel 2004 l’album “Protoavis” entrambi pubblicati dalla Quantum Records. DISCOGRAFIAImpulse(1996) CD-R Substance (1997) CD-R Pointless Reminder (1999) CD Okefenokee Dreams 2000CD live Hampshire Jam Preserved (2001)1 track sample live Okefenokee Dreams 2001CD live Atmospheric Conditions(2001) 2CD live Passenger 4 (con Dave Fulton) CD 2003 Protoavis(2004) CD INTERVISTA Nemo: Innanzitutto grazie a tutti voi per aver concesso questa intervista esclusiva. Potete raccontarci qualcosa sulle origini dei Free System Project? Marcel Engels: Ho iniziato a fare musica all’incirca a 14 anni dopo aver ascoltato musica elettronica per molti anni. I Free System Project hanno iniziato la loro attività ufficialmente circa 10 anni fa. Io ed un mio compagno di studi a quei tempi pensavamo di formare un gruppo e pensavamo a trovare ad esso un nome. Esso doveva avere qualcosa a che fare con una musica libera da forme poiché noi volevamo essere capaci di fare qualsiasi cosa con la musica stessa. Così molto rapidamente nacquero i Free System. Il termine Projekt ( l’uso della lettera k viene soltanto da un semplice gioco di parole) viene dall’idea che chiunque poteva partecipare a questo progetto. Da ciò FSP. (come accadde più tardi con il coinvolgimento di Ruud e Frank). Frank Van der Wel: Marcel Engels iniziò da solo con i FSP.... ed io e Ruud ci aggregammo in seguito. Nemo: Quali sono i vostri strumenti da musica e i vostri software preferiti? Marcel: Ogni synth ha i suoi pro e contro. Personalmente mi piace molto l’Access Virus . E’ il mio “cavallo da battaglia” e riesco ad ottenere un sound molto buono da esso. E’ leggero e facile da trasportare al contrario dei synthetizer.com modulari che sono molto ingombranti, che pure mi piacciono moltissimo. Frank: Il mio strumento musicale preferito è la zampogna……scherzavo…. I miei preferiti sono l’Access Virus Virtuale analogie modula, il sequenze Deperi Ma 16/3, specialmente per improvvisare le sequenze per le linee di Basso. Ruud Hei: L’attrezzatura da sballo più vicina all’analogico che mi piace di più è soprattutto è il synthesizers.com.Esso ti dà la possibilità di comporre le più complesse correzioni fuori sequenza e suona alla grande. Ma anche il Clavicordi Modulare. E’ il sistema modulare che puoi portare “tra le tue braccia” (nel senso che è di dimensioni molto ridotte rispetto ai moduli analogici tradizionali. And) quando vai a fare un concerto. E naturalmente mi piacciono molto il mio Minimoog, l’ARP Odyssey, l’EMS Synthi A come pure l’ARP ed il Doepfer MAQ 16/3 sequencers. Nemo: Pensate che i dispositivi ed i software digitali suonino meglio dei synth analogici? Frank: Non voglio dire “migliori”, penso che sia una questione di gusti e priorità. Le mie priorità sono la stabilità del suono data dalle attrezzature digitali e la possibilità di intervenire sul suono in tempo reale data dalle attrezzature analogiche. Così il mio synth preferito è costituito da un mix tra i due: il synth virtuale analogico. Ruud: Io penso che entrambi abbiano i loro lati positivi e negativi. Per la musica che facciamo, l’analogico puro e l’analogico virtuale sono preferibili. Specialmente se si vogliono ottenere certi particolari caratteristiche nel sound. Mi piace il particolare sound grezzo che hanno i synth analogici. Anche se per strani effetti ambient e certi blocchi sonori le workstations sono molto buone da usare. Marcel: Come ha spiegato Ruud, penso che entrambi abbiano i loro vantaggi e svantaggi. Penso che non si possa dire che alcune attrezzature siano meglio di altre, è quello che fai con esse e se poi sei felice con una di queste allora essa è quella che fa per te. Personalmente preferisco i synth analogici per il loro maggiore senso di ariosità nel suono e principalmente per la loro interfacciabilità. Nemo: Mi chiedo allora se gradireste avere tra le mani un Modular Moog per un po’ di tempo….. Frank: Certamente si, ma prima dovrei avere un sacco di soldi nelle mie mani……ha, ha. Ruud: Assolutamente J. Non c’è niente che possa battere la pura e grezza potenza di un Modular Moog. Anche se il synthesizer Arrick ci arriva molto vicino, comunque. Ma finchè avrò l’Arrick credo che non sentirò la necessità di avere un Modular Moog. E se davvero ne avessimo bisogno potremo usare un Extended Moog 55 di un nostro amico. Marcel: Anche se non possediamo un Modular Moog, ci piace assolutamente il suo suono.Come Ruud anch’io possiedo un Arrick e ne sono molto contento. Il suono che produce è molto vicino a quello del Moog ed ha tutti i potenziometri direttamente di fronte a me. Nemo: Quali sono le vostre personali fonti di ispirazione per la vostra musica? Marcel: La vita quotidiana. Varia dalle cose che sperimenti personalmente o dalle cose che vedi in TV o senti alla radio. Molte volte l’ispirazione viene da sola, e da sola si mette in moto. Quella è l’ispirazione di per sé stessa. Frank: E’ difficile rispondere ad una domanda come questa. Posso essere ispirato da un sacco di cose, e principalmente dipende da come mi sento…. In quale stato mentale mi trovo. Ruud: Trovo la mia personale ispirazione quando sono nel mio studio a creare nuovi suoni e sequenze. Ma il più delle volte l’ispirazione viene quando sperimento musica con altri. Come con Marcel e Frank quando suoniamo assieme. Nemo: qual è il peso delle vostre convinzioni filosofiche e/o religiose nella vostra musica? Spiegateci un poco di più a proposito di queste cose. I vostri fans sono molto curiosi su questo. E’ interessante sapere da “dove” provenga la vostra ispirazione musicale e come questa venga “tradotta” in musica. Con un pizzico di riguardo alla vostra privacy, ovviamente….. Frank: Wow! Che domanda difficile: le credenze filosofiche e religiose non occupano una grande parte nella mia musica. Talvolta ho, per esempio, alcuni pensieri a proposito di panorami ed altre cose. Talvolta ispirazioni da immagini viste alla TV o da certi film a proposito di cose aliene o films di fantascienza. Il mio obiettivo è quello di trasferire questi sentimenti od eccitazioni attraverso la musica all’ascoltatore…. Ruud: Come Marcel spiegò in un’altra intervista, noi pensiamo che questo speciale tipo di musica elettronica fu perso negli anni ’80. Penso che noi lo preferiamo puro com’era tornando ai mitici anni ’70, ma con un tocco della nostra personale influenza. Il vecchio sound è ancora abbastanza buono nella nostra opinione. E forse potresti intendere questo come nostra filosofia. Marcel: Penso che ognuno di noi tre metta una sorta di credo religioso nella musica che facciamo. Ci piacciono le atmosfere che possiede molta della musica elettronica degli anni ’70. E noi in questo crediamo. E penso che quando suoniamo insieme qualcosa di religioso accede. E’ la musica che è religione. Nemo: Qualcosa a proposito delle vostre musiche ed artisti preferiti e quali sono i vostri punti di riferimento nella musica elettronica? Marcel: Oh, ci sono un sacco di band interessanti e musicisti in circolazione. I miei interessi spaziano dalla musica elettronica al progressive rock alla musica classica ed anche ad un po’ di techno dance: Ho sempre ascoltato molto i Tangerine Dream e Klaus Schulze ma negli ultimi anni sempre di meno. Frank: I miei musicisti preferiti sono Klaus Schulze (i suoi lavori più vecchi), i Tangerine Dream (I vecchi lavori), Mike Oldfield, Enigma, Vangelis…. Ed altre musiche come i Sacred Garden ed i Clannad. Ruud: Principalmente i “Vecchi Maestri” dell’Electronic Music degli anni ’70. Klaus Schulze, Tangerine Dream e Michael Hoenig. Ma anche canzoni basate sull’elettronica come quelle di Tim Blake. E mi piace molto il vecchio stile del progressive Rock. Gli Yes, Genesis, Refugee, The Flower Kings e gli Anglagard mi tornano in mente. E non dimenticando la Dark Ambient, dove I sequencers sono completamente spenti…Nemo: Vi piacciono I Tangerine Dream degli anni ’80? Il trio Franke, Frese, Schmoelling? Frank: Si, mi piacciono. Negli ultimi anni non ho comprato molti dei loro albums, dopo la “Old Gang”. Quelli che mi piacciono sono: “Underwater Sunlight”, “optical Race”, “Logos” e “Poland”. Ruud: Mi piacciono gli albums degli inizi anni ’80 con Schmoelling, ma non tutti. Sono particolarmente belli “Logos”, alcune parti di “Tangram” e “White Eagle”. Ma solo quelli fanno per me, per il resto no. Marcel: Devo dire che gli anni in cui c’era Schmoelling sono abbastanza belli. Non come gli anni in cui c’era Baumann, ma abbastanza interessanti. Dopo di questo ho perso ogni interesse per loro. Nemo: A questo punto mi sento in dovere di chiedervi cosa pensate dei Tangerine Dream di questi ultimi anni…. Frank: Devo ripetermi, i miei Tangerine Dream preferiti sono quelli della ….”Old Gang”…Peter Baumann, Edgar Froese e Chris Franke. Alcuni loro lavori recenti mi piacciono , ma solo alcuni. Ruud: I Tangerine Dream odierni non offrono quello che vorrei da loro sentire. Essi sostengono di andare sempre avanti, ma penso che sia esattamente il contrario. (pienamente d’accordo. N.) Sono così arretrati rispetto alla loro musica strutturata e non del tutto in modo progressivo. Il loro stile era nuovo e penso che sia molto difficile inventare o scoprire realmente nuovi tipi di musica. Così forse per questo e la nuova tecnologia di sintesi sonora sono state le ragioni della loro maggiore recente strutturazione musicale, anche. Mi piacciono anche le canzoni molto strutturate, anche. Ma non sono interessato a sentire quello che i T.D. propongono oggi. (molta struttura e poca sostanza…N.) Nemo: Lo stile degli anni d’esordio degli FSP sembrerebbe che il tuo riferimento musicale fosse principalmente Jan Michel Jarre e che ora il tuo target musical sia quello dei Tangerine Dream. Qualcosa è cambiato nella tua evoluzione musicale? Cos’è successo in questi anni? Marcel: Il primo album era abbastanza strutturato ed ha preso abbastanza tempo per farlo. Ora che con me ci sono Frank e Ruud., tendiamo a fare molte più improvvisazioni sonore e queste è ciò che probabilmente rende la musica più “Old Style”. Farò della musica molto più strutturata in futuro, ma mi piace anche Fare queste sperimentazioni con Frank e Ruud. Nemo: Quali è il significato dei titoli dei vostri brani del vostro fantastico “Atmospheric Conditions”? Nomi di stelle? Asteroidi? Divinità? Cosa vi passava per la mente nella scelta dei titoli? Frank: Devo ritornare alla domanda riguardante il peso delle nostre credenze filosofiche e religiose nella musica. Se ascolto i suoni che creiamo ed usiamo diventa evidente l’associazione con oscuri, freddi e misteriosi luoghi. In questo caso i nomi di pianeti ed altri oggetti cosmici trovano la loro giusta collocazione per questa musica. Ruud: Molta della musica che ci piace suonare ha molto a che fare con le sensazioni che vengono dal Cosmo e dalla grandezza della Natura. Ho percepito una certo tipo di visioni di tempi remoti quando ascoltavo “Phaedra” o “Rubycon”, i quali sono i miei album preferiti dei Tangerine Dream. Questo succede anche quando suoniamo noi stessi. E’ esattamente quel tipo di sensazione cui tendo a proposito della musica elettronica che faccio. Marcel: Quando riascoltiamo le nostre session in cdr, c’è sempre qualcosa di cosmico o preistorico da trovarci. Almeno questo è ciò che io penso. Così ci sembra logica la scelta di quei titoli. I titoli di “Atmospheric Conditions” vengono dalle varie lune di Nettuno? Bene. Non sono mai stato là, ovviamente. Ma esso sembra avere un’atmosfera molto fosca e forti venti ed a noi questo è piaciuto per il nostro album. Nemo: Pensate di continuare in futuro sul percorso musicale della Berlin School degli anni settanta? Frank: Lo spero. E’ la nostra comune intenzione. Solamente il mio album solista ha della musica elettronica più “moderna” con un pizzico di stile Berlin School. Mi mi piace una mistura di vecchi e nuovi stili dei T.D. e K.S. con le loro influenze. Ruud: Penso di continuare a farlo, ma nessuno sa se continueremo in un 'altra direzione. Il genere di musica che abbiamo generato con “Atmospheric Conditions” ne farà ancora parte, suppongo. Ma chiaramente sarà Marcel a decidere, essendo il leader del gruppo. Ma certamente gli albums successivi saranno un seguito di “Atmospheric”. Effettivamente stiamo pubblicando il nostro prossimo album in collaborazione con Dave Fulton dei Dweller at the Threshold: “Passenger 4” che risente delle stesse influenze stilistiche. Così pure del prossimo albums come FSP di cui non è stato ancora scelto il titolo. Marcel: Non si può mai sapere che direzione si prenderà in futuro, ma mi è sempre piaciuto questo genere di musica ed il modo in cui noi lavoriamo insieme è così piacevole ci sono delle buone “condizioni atmosferiche” tra noi. Il nostro album successivo “Passenger 4…” è una collaborazione con i Dweller at the Threshold ed è nella stessa direzione musicale. Tra breve ci sarà un nuovo album degli FSP e sarà anch’esso nella stessa direzione. Si, continueremo a seguire la nostra strada. Nemo: Farete ancora dei nuovi concerti live in futuro? Frank: Spero vi sarà l’occasione di andare in Francia, Belgio e Germania nel prossimo futuro. Ruud: Personalmente spero che potremo fare alcune apparizioni live in Francia, Belgio ed Italia (perché no? N.) e naturalmente in Germania. E’ solo una questione di chi ci inviterà. Marcel: Faremo un concerto all’Alfa Centauri Festival il 15 maggio 2004 e terremo un concerto in Hampshire (UK), Liphook il 23 di ottobre 2004 all’Hampshire Jam 3 Festival . Speriamo di avere l’occasione di suonare anche in altre località. Siamo sempre interessati nel fare concerti. Nemo: Spero che vi potremo dare una mano a farne uno in Italia, prima o poi. Grazie, è stato un vero piacere questa intervista. FSP: lo stesso per noi, grazie. (Intervista intercorsa nel periodo tra dicembre 2003 e marzo 2004.) Sito web: www.quantumproductions.nlowww.alfacentauri.nl
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