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Pino Daniele.



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Recensore: Alfonso Pone
Editoriale del: 05/01/2015

Titolo: Pino Daniele

Se n’è andato, purtroppo, Pino Daniele.

Ci sono articoli che uno come me non vorrebbe mai scrivere, questo è uno di quelli.

Spendere parole di elogio, oggi per Pino Daniele credo non abbia un gran senso, è inutile che dica quanto grande sia stato, quanto la sua musica sia stata bella e quanto, essa, abbia incarnato per noi napoletani il bello che c’è nella nostra città.

Quando si parla di Napoli si vedono solo i suoi problemi, i suoi stereotipi, i suoi difetti.

Quando si ascolta la musica di Pino Daniele si entra in un’altra dimensione, in un mondo di note, di poesia, di amore e passione.

Amore e passione, soprattuto, sono stati i sentimenti che hanno spinto questo musicista a diventare un’icona. L’amore e la passione per il proprio lavoro. La ricerca delle proprie radici nel Jazz e nel Blues sperimentando, arricchendo la tradizione musicale napoletana di nuova vita, di nuova linfa vitale.

Pino Daniele non ha mai vestito solo i panni del cantante napoletano, non si è limitato ai cliché delle canzoni tipicamente napoletane. Ha dipinto Napoli e la sua terra con parole di bellezza e trasporto che nessuno, tra i contemporanei e i cantanti classici, ha mai usato.

Napoli e la napoletanità nelle sue mani sono diventate qualcosa di bello qualcosa di cui essere orgogliosi, qualcosa di cui vantarsi.

Le sue collaborazioni con Troisi sono state come quelle congiunzioni astrali che si verificano ogni millanta anni. E oggi che entrambi non sono più tra noi, ci sentiamo tutti fortunati ad aver potuto, in vita, assistere a questo piccolo miracolo.

Addio Pino, e grazie per la tua musica.






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