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Recensore: Alfonso Pone
Editoriale del: 05/03/2012

Titolo: Ciao Lucio.

“Caro amico ti scrivo
così mi distraggo un pò
e siccome sei molto lontano... più forte ti scriverò!”

Non potrebbe iniziare in modo diverso questo mio omaggio a Lucio Dalla.

Scrivere di Lucio Dalla, oggi, a ventiquattro ore dai suoi funerali tenuti nella nella sua Piazza Grande gremita di persone è arduo.

Arduo perché come sempre accade in questi casi si rischia di essere inutilmente stucchevoli. Riempiendo pagine e pagine di lodi sperticate. Scrivendo che si, è stato un grande nonostante il fatto che ultimamente avesse fatto scelte più da classifica che di qualità. Potrei parlare del fatto che era una persona affabile, e che era pronto a fermarsi a parlare con chiunque, sempre disponibile con i suoi fan, ma non l’ho mai incontrato e quindi mentirei, raccontando cose già dette, cose già scritte.

Non avendolo mai conosciuto dal vivo, quindi, posso solo cercare di ragionare su quello che mi ha lasciato attraverso la sua musica.

Anno Domini 1971. Anno memorabile per me. Ad aprile, nonostante un massaggio cardiaco intrauterino riesco a venire alla luce, io e mamma stiamo bene e siamo felici. Qualche mese prima, a Sanremo Lucio presenta un capolavoro assoluto, 04/03/1943. Canzone che, al pari dell’aria Vissi d’arte, vissi d’amore, secondo atto della Tosca di Puccini, mi fa tremare il cuore.

Le mie prime divagazioni musicali hanno trovato in L’anno che verrà parecchi spunti per capire che, oltre a un bel ritornello mi piaceva anche ascoltare quello che mi veniva raccontato nelle canzoni. Da lì in poi è stato un fiume. Disperato erotico stomp mi piaceva per quel suo essere irriverente. Piazza grande, Anna e Marco, Se io fossi un angelo e tutte le altre canzoni dello stesso periodo, ipnoticamente mi hanno insegnato che si può anche recitarle le canzoni oltre che cantarle. Ho imparato che il testo della canzone non doveva o poteva essere per forza in rime per essere semplicemente bello.

Quello che personalmente mi lega a Lucio Dalla è un album, Banana Republic. Ancora oggi quando prendo questo album in mano il cuore vola via lontano, a quando io e la mia prima ragazza, che me lo aveva regalato, in macchina ad Ascoli guardavamo il cielo stellato. Eravamo io, lei e la musica, l’album inciso con De Gregori è un carissimo ricordo che, ancora oggi, ascolto con malinconia.

Il cantautore Lucio è stato quindi parte della mia crescita musicale, ma anche il Lucio più commerciale non è stato da meno. Attenti al lupo, Caruso e Merdman (la ricordate?) sono solo apparentemente meno “nobili”, ma scrivetele voi canzoni così... terra terra! Merdman poi... non ascoltatela soltanto ma "leggetela" e vedrete che tanto stupida non era.

L’unico modo che ho di ringraziare Lucio per la sua musica è questo, confessargli che mi ha reso alcuni momenti davvero indimenticabili, che il mio cuore ha battuto con lo stesso ritmo delle sue canzoni. Che mi ha fatto stare bene.

Lucio Dalla è un pezzo della mia vita, siamo stati amici senza conoscerci, abbiamo condiviso i nostri momenti più intensi anni luce di distanza uno dall’altro.

Grazie quindi, amico mio, grazie di tutto.

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