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Recensore: Loris Gualdi
Editoriale del: 18/04/2009

Titolo: Jamendo free music

www.jamendo.com

“Produci, condividi, scarica”.

Il precedente assioma non è il tormento di una nuova creazione post punk di Lindo Ferretti, ma un incredibile realtà legata ad un’essenza denominata JAMENDO, neologismo musicale che determina l’unione dei vocaboli “Jam” e “ Crescendo”.

Il progetto, creato nel 2005 da Sylvain Zimer, Laurent Kratz e Pierre Gerard, altro non è che un portale verticale, capace di offrire ad oggi circa 12.000 album, non solo ascoltabili liberamente, ma anche scaricabili gratuitamente e legalmente!!.

Ogni giorno il numero delle opere presenti nel database è in continua ascesa, dal pop al rock, passando per il grind e il black metal, piuttosto che indie, alternative o il trip pop. I generi a disposizione sono centinaia e sono facilmente consultabili utilizzando la voce “Etichette” presente in home page (www.jamendo.com).

Jamendo è senza dubbio la più grande piattaforma web dedita al download legal-gratuito, ma non aspettatevi certo di trovare in lista i grandi nomi del mainstream. Questo aspetto, però, non deve essere interpretato come un limite, perché proprio curiosando tra le pagine del sito, vi renderete conto di quanta qualità rimane fuori dal normale circuito distributivo.

Il portale è sviluppato secondo poche e chiare regole, diversificate a seconda del ruolo che l’utente interpreta, infatti esistono suggerimenti giornalieri, sia per il lato utente usufruttuario, sia per il lato artista.

Per gli artisti

Jamendo rappresenta un veloce e semplice modo per promuovere e pubblicare la propria musica, guadagnando su di essa, sia attraverso le frequenti donazioni che gli utenti sborsano liberamente, sia attraverso una percentuale di introiti che la società lussemburghese ottiene dalla pubblicità, tanto è vero che il 50% di tali entrate è offerta agli artisti iscritti.

I cantautori e le band distribuiscono il loro lavoro sotto le licenze della Creative Commons, (http://www.creativecommons.it) che con le sue licenze CC, sviluppano accordi seguendo il modello dei “Alcuni diritti riservati”. La Creative Commons altro non è che una sorta di organizzazione No-profit, le cui licenze sono utilizzabili senza alcuna necessità di contattare l’equipe di Lawrence Legings per i permessi o le registrazioni.

Per maggiori informazioni cliccate qui.

Per gli utenti

Jamendo è una sorta di pozzo senza fondo, che offre la possibilità di conoscere, curiosare e scoprire nuove realtà musicali. È possibile scegliere tra più di 6000 band registrate al sito, ascoltando e downloadando con tanto di cover art. Dall’home page si può accedere alla divisione logistica per categorie o ad un ordine alfabetico per le band.

Come se non bastasse è possibile crearsi delle semplici playlist e scrivere commenti o recensioni, che saranno utili ad altri naviganti. La musica presente su Jamendo è inoltre reperibile anche tramite percorsi Bittorent, le cui reti peer-to-peer fungono da veicolo distributivo.

Insomma il matrimonio tra Jamnedo e CC si presenta come una felice intuizione, capace di regalare agli artisti un’ottima visibilità e agli utenti un goloso menù di cui nutrirsi.

Difficile dare consigli in un così esteso virtual-shop, ma qualcosa di buono in queste ultime settimane è già emerso. Per gli amanti del metal estremo, di notevole fattura sono i prodotti grind degli spagnoli Apisonadora, di ironico e geniale sviluppo, oppure il death trash old school dei Carmina. In ambito Indie Josefh Eriksun propone un delicato suono acustico, mentre gli Artic incantano con un post rock di genere. Nella banca dati, troveranno da divertirsi anche i collezionisti Ska, con band dall’idioma inusuale come i Destemper che raccontano il loro ritmo in levare in cirillico. Tra le proposte, troverete poi molte realtà nostrane di valore, come la folk rock band dei Ruin, già molto apprezzata nel settore…ma ora è inutile proseguire se non su www.jamendo .com

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