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Recensore: Alfonso Pone
Editoriale del: 16/12/2007

Titolo: Cosa resterà del 2007?

Eccoci qui cari lettori, a commentare l’anno che si appresta a concludersi.

E’ accaduto qualcosa di straordinario? Qualcosa da ricordare?

Il 2007 sarà sicuramente ricordato per la dipartita di Luciano Pavarotti, un artista grandissimo che, a suo tempo, è riuscito a portare la musica lirica negli stadi, fraternizzando con ragazzi non avvezzi ad ascoltare un’aria di un’opera, o con persone che credevano che il Do di petto poteva essere un regalo fatto con il cuore.

Non possiamo salutare il 2007 senza quindi salutare lui, dimenticandoci di tutti i pettegolezzi che hanno accompagnato la sua dipartita, delle folle oceaniche ai suoi funerali. Salutiamo solo l’artista augurandoci di poterlo riascoltare da qualche parte, in pace.

Per quanto riguarda il rock non credo che ci siano eventi che possano passare inosservati negli anni futuri se non per una piccola crepa che, forse, si è aperta nel mondo della distribuzione della musica. Se infatti non sono emersi artisti di imperitura futura fama, abbiamo assistito alla piccola ma sicuramente rivoluzione ai danni delle case discografiche operata dai Radiohead.

In rainbow ho letto che ha venduto circa un milione di copie, di queste circa l’80% dietro compenso. Non si hanno stime su quanto l’album sia scaricato dal p2p. il tutto ottenuto nonostante il totale boicottaggio delle tv e delle radio nazionali e , credo, mondiali

Se pensiamo inoltre che l’album poteva essere scaricato gratis, il fatto che così tanta gente abbia voluto premiare i Radiohead ci deve far riflettere sul fatto che non tutti sono propensi a scaricare gratis, ma moltissimi sono pronti a corrispondere un giusto compenso per quelle che sono, oggi, le fatiche dei nostri beniamini.

Il problema oggi è solo culturale. Molti di noi sono restii ad acquistare da store on-line per i motivi più diversi. Paura di frodi, pigrizia, paura di acquistare un bene di scarso valore tecnico e infine mancanza dell’oggetto materiale.

Non vi nascondo infatti che dopo aver acquistato In rainbow mi sono trovato indeciso sul come conservarlo. Su cd, nel pc o su una memory card? Per paura di cancellarlo ho tagliato la testa al toro e ho optato per… tutte e tre le soluzioni , ma sono consapevole che la cosa è fattibile con un solo album, non con tutti i 600 e passa della mia discoteca.

Non so domani come acquisteremo musica, ma sicuramente non sarà nel modo attuale. Perché è antieconomico, antidiluviano ed ecoincompatibile. Sino a due/tre anni fa il solo pensiero di poter vedere programmi televisivi su internet con una qualità paragonabile a quelli tradizionali era considerato un’utopia. Oggi ci sono due operatori che offrono canali televisivi satellitari, tv on demand e contemporaneamente la possibilità di telefonare e navigare su internet, tutto grazie al doppino telefonico tradizionale, senza disturbare connessioni in fibra ottica e simili diavolerie.

L’unico impedimento ad un archivio dei nostri cd.. oops brani musicali preferiti on line, con una qualità del suono non da lettore mp3 da quattro soldi ma da impianto hi-fi degno di tal nome, sono le industrie del settore. Troppo legate al modo di fare affari tradizionale. Troppo impaurite di vedersi togliere la fetta di torta da sotto il naso. Troppo impegnate ad imporre standard sempre diversi.

Il bello della rivoluzione digitale a cui stiamo assistendo è solo che non sappiamo dove, quando e come finirà. Cosa cambierà per il nostro abituale modo di usufruire dei media e, paradossalmente quanto questa rivoluzione ci piacerà.

In conclusione, come scrissi anche anni fa, restiamo a guardare fiduciosi, cerchiamo di capire cosa accade prima di tutto proprio per non farci trovare impreparati, perché ormai è solo questione di tempo.

La rivoluzione è iniziata!

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